Miringite bolloso emorragica. Un nome che preoccupa.

Diagnosi di miringite bolloso emorragica

La miringite bolloso emorragica è una infiammazione dell’orecchio medio di origine virale. Nonostante il nome abbia preoccupanti assonanze con la meningite, questa patologia non è certo altrettanto pericolosa. L’agente responsabile dell’infezione è un virus influenzale. Si tratta di una forma di otite media acuta molto fastidiosa. In corso di miringite bollosa, la porzione di orecchio medio maggiormente interessata è la membrana timpanica. Nella maggior parte dei pazienti, in caso di miringite, all’otoscopia sarà possibile evidenziare una membrana fortemente arrossata. Sulla superficie del timpano saranno visibili piccole bolle di color rosso. Il colore della bolla è determinato da accumulo di sangue all’interno della stessa. In molti casi il paziente può aver notato la fuoriuscita di una piccola quantità di sangue dall’orecchio. In certe occasioni può essere presente un residuo di sangue a livello del condotto uditivo esterno.

Rispetto alle infezioni batteriche dell’orecchio, la miringite bolloso emorragica è più difficile da identificare per i non esperti. All’inizio del mio percorso professionale, ricordo chiaramente di aver dovuto vedere numerosi casi prima di riuscire ad identificarne uno. La presenza di piccoli sanguinamenti di certo facilita la formulazione di una diagnosi. Il dolore associato a questo tipo di infezione, di solito, non è particolarmente accentuato. Non è presente dolore alla compressione esterna dell’orecchio come invece accade nelle forme di otite esterna.

Miringite bolloso emorragica
La miringite bolloso emorragica è una otite acuta di origine virale.

Cosa fare in caso di miringite?

Nonostante si tratti di una infezione virale, la somministrazione di antibiotici, in caso di miringite bolloso emorragica è corretta. Infatti, in questa condizione, l’insorgenza di sovra-infezioni batteriche è molto frequente. Oltre all’antibiotico, è indicata anche la somministrazione di cortisone per bocca. Con la rapida istituzione di una terapia corretta, la miringite bolloso emorragica si risolve entro una settimana dall’insorgenza. Tra le possibili complicanze della patologia ricordiamo la possibilità che essa determini un calo uditivo permanente, evenienza rara ma possibile. A tal riguardo è sempre preferibile eseguire un esame audiometrico tonale ed un esame impedenzometrico a fine cura.

Cosa non fare in corso di otite

Diversi tipi di otite: diverse terapie

Per otite si intende un fenomeno infiammatorio a carico dell’orecchio. In alcuni casi, ma non sempre, questo processo si accompagna a “mal di orecchio”, definito con il termine medico otalgia. Esistono diversi tipi di otite ed ogni tipo di otite, purtroppo, ha bisogno di una diversa terapia. Per otite media acuta si intende una infiammazione a carico dell’orecchio medio, ovvero della cassa timpanica e della membrana timpanica. Per otite esterna, anche definita “otite del nuotatore”, si intende una infezione del padiglione auricolare e del condotto uditivo esterno. Da sottolineare il fatto che, contrariamente a quanto si possa credere, le otiti esterne possono essere maggiormente dolorosa dell’otite media. Per ulteriori informazioni riguardo l’otite esterna si consiglia di leggere il post “Otite esterna: il dolore all’orecchio tipico dell’estate“.

Otite: cosa non fare

Da questa rapida introduzione si comprende che la formulazione di una diagnosi corretta sia possibile soltanto dopo l’esecuzione di una visita specialistica otorinolaringoiatrica. Soltanto lo specialista, infatti, potrà identificare le cause del “mal d’orecchio” e stabilire, ad esempio, l’opportunità di una terapia antibiotica.

Non esiste un solo tipo di otite…

Nell’attesa di rivolgersi al proprio specialista di fiducia, vorrei fornire alcune indicazioni su cosa non fare. Compiere manovre non sicure o utilizzare farmaci non indicati, infatti, può determinare un aggravamento dell’infezione.

Di certo occorre evitare di utilizzare il cotton fioc. L’otite, a volte, può determinare una sensazione di orecchio pieno che alcuni pazienti possono scambiare per un tappo di cerume. L’utilizzo del cotton fioc è sempre pericoloso ma in corso di otite il rischio di perforazione del timpano è ancora maggiore,

La tradizione tramanda che, al fine di alleviare il dolore, sia possibile utilizzare dell’olio caldo da inserire all’interno del condotto uditivo esterno. Questa pratica è del tutto inutile e potenzialmente molto pericolosa poiché può determinare gravi ustioni del condotto. In presenza di una perforazione del timpano, il danno può essere esteso anche all’orecchio medio.

E’ fondamentale evitare di fare entrare l’acqua nell’orecchio, per esempio durante la doccia. L’acqua può determinare un grave peggioramento della sintomatologia.

Sarebbe opportuno evitare l’utilizzo di gocce antidolorifiche locali poiché esse, oltre ad avere una dubbia efficacia, possono essere controindicate in presenza di perforazione timpanica. Rispetto alle gocce locali è sempre preferibile assumere un antidolorifico per via sistemica.

Otite esterna: il dolore all’orecchio tipico dell’estate

Definizione di otite esterna

L’otite esterna è un processo infiammatorio che interessa la parte esterna dell’orecchio e, più tipicamente, il condotto uditivo esterno. L’orecchio esterno è la parte di orecchio che possiamo toccare con le nostre mani e con le nostre dita. Esso è composto dal padiglione auricolare e, appunto, dal condotto uditivo esterno.

Il condotto uditivo esterno, oltre ad essere la sede dove si accumula cerume, può facilmente andare incontro a fenomeni infettivi.

L’otite esterna è favorita dal clima umido ed è infatti assolutamente più frequente in estate. L’otite esterna è anche frequente in persone che effettuano costantemente attività di balneazione (ad esempio piscina). Il ristagno di acqua non pulita interno all’orecchio, in combinazione con manovre di grattamento, sembra essere il fattore cruciale nella genesi della patologia.

Sintomi dell’otite esterna

L’otite esterna è caratterizzata da dolore e gonfiore

Contrariamente a quanto di potrebbe credere, l’otite esterna è spesso più dolorosa dell’ otite media, ovvero dell’otite che interessa la parte più interna dell’orecchio

Il paziente con otite media avverte un forte dolore all’orecchio che si accentua comprimendo con un dito la zona vicina al condotto uditivo esterno.

Oltre a questo il condotto uditivo risulta fortemente tumefatto e gonfio, tanto che il paziente spesso si rende conto della differenza di calibro tra i condotti uditivi esterni delle due orecchie.

Quando la tumefazione è molto accentuata, può risultare impossibile anche per lo specialista dotato di tutti gli strumenti, vedere il timpano.

Cosa fare se si sospetta di essere affetti da otite esterna

Evitare di bagnare l’orecchio è fondamentale in questi casi.

La prima cosa da fare qualora si sospetti di essere affetti da otite esterna, è evitare di fare entrare l’acqua nell’orecchio.

Di sicuro, in presenza di dolore, non sarà sbagliato assumere un anti-infiammatorio per via orale.

Tuttavia, per l’istituzione di una terapia mirata sarà fondamentale rivolgersi ad uno specialista che potrà confermare il sospetto che ci si trovi ad avere a che fare con una otite esterna visionando l’orecchio al microscopio.

E’ fondamentale, ai fini della terapia, essere certi della diagnosi, poiché esistono quadri patologici che si manifestano con gli stessi sintomi ma che si curano con farmaci diversi (ad esempio le micosi dell’orecchio).

L’otite esterna viene solitamente trattata con una terapia antibiotica locale in gocce. La guarigione, nelle forme non avanzate, è abbastanza rapida. Spesso di ha la cessazione del dolore dopo 1-2 giorni di terapia.

Prevenire l’otite esterna

Anche se non esiste una vera e propria terapia preventiva per le otiti esterne, l’utilizzo di dispositivi protettivi come Audiol Swim, promette di ridurre il numero delle infezioni. La protezione è consigliata soprattutto per chi esegue attività in piscina tutto l’anno. A questo proposito è possibile approfondire l’argomento leggendo il post “Come proteggere le orecchie in piscina?“.

 

Come togliere il catarro dalle orecchie.

Catarro nelle orecchie?

Il catarro può accumularsi anche nell’orecchio

Molti dei miei pazienti rimangono stupiti quando dico loro che hanno del catarro all’interno dell’orecchio. Infatti, mentre è cosa nota che il catarro si può accumulare all’interno del naso, molti non sanno che il problema può interessare anche l’orecchio. In particolare, in questi casi si parla di otite media catarrale o di otite media effusiva.

L’accumulo di catarro all’interno dell’orecchio è assai frequente nel bambino. Non sempre questo fenomeno si associa a mal di orecchio. Anzi, in diversi casi, l’accumulo di catarro nel bambino non si associa a dolore. Frequentemente, questa condizione è caratterizzata esclusivamente da sensazione di orecchio ovattato e/o calo dell’udito, tutti sintomi di cui difficilmente un bambino piccolo si lamenta. Solitamente sono i genitori ad accorgersi del problema, perché il bambino comincia a chiedere frequentemente di ripetere le parole o perché alza il volume della TV in modo esagerato.

Nell’adulto l’accumulo di catarro interessa meno frequentemente entrambe le orecchie e solitamente il paziente inizia a lamentarsi per un senso di ovattamento che interessa una delle due orecchie. Se l’accumulo di catarro non si risolve, da solo o mediante terapia farmacologica, si può sviluppare il classico mal d’orecchio.

Che problemi può dare il catarro nelle orecchie?

Che problemi può determinare il catarro nelle orecchie?

Le conseguenze di un accumulo di catarro all’interno delle orecchie variano a seconda della durata del fenomeno.

Se il fenomeno dura soltanto per pochi giorni, il paziente potrà sperimentare un transitorio calo uditivo più o meno grave. Nel caso il liquido contenuto nell’orecchio venga infettato da un batterio, all’interno della cassa timpanica si può sviluppare un vero e proprio processo infettivo denominato otite media acuta. Questa patologia è caratterizzata da dolore e, in alcuni casi da fuoriuscita di secrezione siero-mucosa dall’orecchio.

Se il fenomeno si perpetua per settimane o mesi, evento frequente nel bambino, il calo uditivo che ne consegue può provocare numerosi problemi al bambino. In particolare il calo uditivo può determinare difficoltà in ambito scolastico e ritardo linguistico. A questo va aggiunto che l’accumulo di catarro facilita l’insorgenza di otiti medie acute, con dolore e fuoriuscita di catarro anche nel bambino. A tal riguardo si consiglia di leggere anche il post “Cosa significa timpanogramma piatto“.

Come togliere il catarro dalle orecchie

Una siringa per rimuovere il catarro? No… impossibile

Molti pazienti, dopo la mia affermazione sulla presenza di catarro all’interno dell’orecchio, mi chiedono di rimuoverlo. magari con una siringa. Purtroppo non è possibile utilizzare una siringa per togliere il catarro dall’orecchio. Infatti, il catarro non si trova nel condotto uditivo esterno (come nel caso del cerume), ma all’interno della cassa timpanica. Per rimuovere il catarro con una siringa si dovrebbe perforare il timpano ed andare ad aspirare all’interno della cassa… cosa che nessuno gradirebbe! E’ molto importante evitare di peggiorare il problema con “soluzioni casalinghe” pericolose. A questo riguardo consiglio di leggere il Post “Otite: cosa non fare“.

Nella maggior parte dei casi il catarro nelle orecchie viene eliminato assumendo medicine. In particolare, si utilizzano decongestionanti nasali e sistemici in grado di favorire il drenaggio di questo catarro attraverso la Tuba di Eustachio, un sottile condotto che mette in comunicazione la cassa timpanica con la gola.

Nel bambino, a questo scopo, risulta particolarmente indicata la terapia con Rinowash (vedi a tal proposito gli articoli “Rinowash, il migliore amico delle mamme” e “E se il bambino non vuole fare il Rinowash?“). L’adulto beneficia spesso di una terapia cortisonica nasale e/o sistemica.

Come prevenire l’otite nei bambini

Come prevenire l’otite nei bambini?

La risposta a questa domanda è tutt’altro che semplice. Alcuni potrebbero concludere che è impossibile evitare l’otite nel bambino.

In effetti, si stima che circa l’80% dei bambini di età inferiore ai 6 anni abbia avuto almeno un episodio di otite nel corso della vita. Anche se non esistono delle vere terapie preventive, tuttavia, esistono precauzioni da tenere per cercare di limitare il numero degli episodi di infezione.

Ma perché i bambini sono così frequentemente interessati da fenomeni infettivi a carico dell’orecchio? Cerchiamo di chiarire anche questo aspetto prima di passare ad alcuni consigli pratici.

Perché i bambini hanno spesso l’otite?

Tuba di Eustachio
La tuba di Eustachio orizzontale, tipica del bambino, rende difficoltoso il drenaggio delle secrezioni dell’orecchio.

I motivi principali della frequenza di otiti a carico dell’orecchio nel bambino sono sostanzialmente due.

In primo luogo troviamo un problema anatomico di base, ovvero la presenza nel bambino di una Tuba di Eustachio molto più orizzontale rispetto a quella che troviamo nell’adulto (vedi figura a lato). La Tuba di Eustachio, infatti, assume la sua tipica direzione obliqua soltanto dopo aver superato l’età infantile. E’ chiaro che una tuba orizzontale come quella del bambino, rende più difficoltoso il drenaggio delle secrezioni mucose che possono accumularsi all’interno dell’orecchio.

In secondo luogo, il bambino è l’essere che ha meno interesse a soffiarsi il naso del mondo. Anche quando imparano a compiere questa specie di magia, la maggior parte dei bambini non riesce a soffiarsi il naso in modo realmente efficace.

Accorgimenti per cercare di limitare il numero di otiti nel bambino

Da quanto detto si comprende subito quanto sia fondamentale l’igiene quotidiana del naso del bambino. Infatti, il bambino, per mantenere un minimo di pulizia nasale, deve essere aiutato dal genitore. Tra i metodi proposti il migliore è sicuramente rappresentato dall’utilizzo del Rinowash (vedi a tal proposito il post “Rinowash – Il migliore amico delle mamme“).  Tuttavia, in un bambino molto piccolo, anche una procedura del tutto indolore come l’utilizzo del Rinowash, potrebbe rappresentare una vera impresa. Per questo motivo mi sono permesso di suggerire metodiche alternative un po’ meno efficaci ma valide nel post “E se il bambino non vuole fare il Rinowash?“.

Un altro consiglio è quello di non fare frequentare piscine ed ambienti umidi al bambino, soprattutto se particolarmente predisposto allo sviluppo di otiti. L’attività in piscina, pur rappresentando uno sport completo ed entusiasmante sotto molti aspetti (non ultimo per la capacità di stancare la piccola furia…), non è assolutamente indicato in caso di otiti recidivanti. Il motivo è da ricercare nella presenza del cloro per trattare le acque. Il cloro induce edema ed irritazione dei tessuti nasali, rendendo ancora più difficile la pulizia del naso.

Altro consiglio utile, soprattutto nel periodo invernale, monitorare l’umidità e la temperatura presente nella stanza da letto del bambino e cercare di mantenere le condizioni intorno ai 22 gradi con 40-60% di umidità.

Esistono terapie farmacologiche preventive?

Negli ultimi anni si stanno mettendo a punto farmaci rivolti alla prevenzione delle otiti ricorrenti nel bambino.

Da una parte, si cerca di ridurre il numero degli episodi infettivi andando ad aumentare le difese immunitarie generiche, attraverso farmaci specifici, dall’altra si prova a ridurre le infezioni locali, agendo direttamente a livello di naso e orecchio.

Anche se i primi risultati sull’utilizzo di questi farmaci sono incoraggianti, ancora non esistono dati univoci in questo senso. Particolarmente promettente sembra l’utilizzo di “probiotici” nasali (Tipo Rinogermina) in grado di andare a ridurre la popolazione di batteri più aggressivi presente nel naso del bambino.

E se il bambino non vuole fare il Rinowash?

Bambini piccoli, piccoli problemi

Rinowash
Il famoso Rinowash

Come già abbiamo accennato in un precedente post, il Rinowash rappresenta una validissima soluzione per il lavaggio quotidiano del naso nei piccoli pazienti. Tenere il naso pulito è una procedura fondamentale per risolvere quadri di otite media effusiva o di otite media acuta. Se vuoi saperne di più leggi i post “Rinowash, il migliore amico delle mamme” e “Come prevenire l’otite nei bambini“.

Il Rinowash è uno strumento che necessita soltanto di pochi minuti per esplicare la sua azione. Tuttavia, quando si parla di bambini, anche 5 minuti possono sembrare una vera eternità. Come fare a convincere un bambino a tenere nel naso il Rinowash piuttosto che correre e saltare da una parte all’altra? In alcuni casi, purtroppo, la cosa risulta assolutamente impossibile!

Succede anche che alcuni bambini utilizzino volentieri la normale mascherina dell’aerosol ma che poi sia assolutamente impossibile eseguire il lavaggio con la doccia nasale. Purtroppo però la normale aerosol-terapia risulta, nella maggior parte dei casi, poco utile nella cura delle patologie otorinolaringoiatriche. L’utilizzo delle docce nasali, invece, in molti casi permette di risolvere quadri di timpanogramma piatto persistente. A tal riguardo leggi anche il Post “Cosa significa timpanogramma piatto“. Come risolvere il problema?

La Soluzione?

Bambino legato
Se non vogliamo legare nostro figlio per eseguire la terapia…

Se non vogliamo legare nostro figlio per fare la terapia con Rinowash, una possibile soluzione può essere quella di utilizzare dei particolari dispositivi come Nebial Kit e Yabro Spray-Sol.

Entrambe queste formulazioni vengono vendute insieme ad dispositivo medico specificamente progettato per effettuare trattamenti topici delle cavità nasali e sinusali. Questo dispositivo, apparentemente simile ad una siringa, consente la somministrazione rapida della soluzione tramite nebulizzazione in particelle di grandezza tra 10 a 20 micron. E’ fondamentale, infatti, ai fini della terapia, che le particelle di farmaco prodotte abbiano dimensioni tali da rimanere intrappolate nelle alte vie respiratorie superiori. Il vantaggio di questi dispositivi sta nel fatto che le particelle vengono prodotte ed erogate in pochi secondi e non in alcuni minuti come accade nel caso del Rinowash. All’atto pratico, è semplicemente necessario spuzzare la soluzione nel naso del bambino con “una particolare siringa”. Può essere la soluzione al nostro problema?

Meglio utilizzare Nebial Kit o Yabro Spray-Sol? Dal punto di vista del dispositivo di erogazione cambia poco. Nebial è una soluzione salina ipertonica con l’aggiunta di acido ialuronico ed è quindi consigliata per trattamenti di breve durata (max 15 giorni) in bambini fortemente congestionati. Yabro è invece una soluzione a base di acido ialuronico, forse meno rapidamente efficace nel contrastare la congestiona nasale ma più indicata per trattamenti di lunga durata.

In piscina i casi di otite sono frequenti

I benefici e i rischi dell’attività in piscina

L’attività in piscina aiuta a tenersi in forma da molti punti di vista. Purtroppo però, per quanto riguarda la sfera otorinolaringoiatrica, la piscina, può riservare qualche grattacapo. Senza considerare i problemi legati alla presenza di cloro per il trattamento delle acque, la semplice permanenza in ambiente umido favorisce l’insorgenza di otiti esterne, ovvero di infiammazioni ed infezioni a carico del condotto uditivo esterno. Come conciliare i benefici dell’attività in piscina con l’insorgenza di queste fastidiose infezioni?

Rischi e benefici della piscina

Prevenzione delle otiti esterne

Molti pazienti mi chiedono se sia utile, al fine di ridurre l’incidenza delle otiti esterne,  utilizzare dei tappi auricolari durante l’attività in piscina. Nella mia esperienza questo espediente non aiuta a prevenire l’infezione ma anzi, a volte, aumenta l’incidenza della patologia. Probabilmente questo è dovuto al fatto che l’acqua comunque si insinua tra tappo e condotto uditivo determinando persistenza dell’umidità.  Altro fattore determinante, probabilmente, può essere rappresentato dal fatto che spesso vengono utilizzati gli stessi tappi per diverse volte, favorendo in questo modo l’accumulo di batteri.  Esistono delle alternative ai tappi?

Audiol Swim. Può essere utile?

I miei pazienti sanno quanto io sia contrario all’utilizzo di spray auricolari. Per questo motivo si stupiranno di leggere che in questi casi trovo sensato l’utilizzo di uno spray protettivo come AudiolSwim. Si tratta di uno spray che crea una patina oleosa nel condotto uditivo rendendo difficoltosa la permanenza dell’acqua all’interno dello stesso. Fermo restando che è impossibile ridurre a zero le infezioni da piscina, quando mi hanno presentato questo prodotto mi è sembrato subito interessante. Sottolineo la necessità di spruzzare il prodotto ad una certa distanza dal padiglione auricolare e non proprio all’interno del condotto, per evitare traumi. Alcuni pazienti che lo hanno utilizzato mi hanno dato buoni riscontri. E voi lo avete provato? Il prodotto può essere comodamente acquistato anche su Amazon. Fatemi sapere se a voi ha giovato.