Esiste una operazione per smettere di russare?

Nella mia esperienza clinica mi trovo spesso a dover rispondere a questa domanda: “Esiste una operazione per smettere di russare?”. Presto vi spiegherò che in effetti esiste un intervento di questo tipo. Ma prima di affrontare l’argomento è opportuno che il lettore comprenda che dietro al fenomeno russamento, in alcuni casi, si nasconde una patologia potenzialmente molto pericolosa. Sto parlando della Sindrome delle Apnee Notturne.

I rischi collegati al russamento

Nonostante non tutte le persone che russano siano affette da apnee notturne, è opportuno comprendere come sia necessario escludere la presenza di questa patologia prima di stabilire la corretta modalità per risolvere il problema.

In generale, possiamo affermare che il rischio di soffrire di apnee notturne è più alto nei russatori abituali (quelli che russano 4 notti su 7) e in caso di russamento alternante (ovvero con pause tra i singoli atti di russamento). Tuttavia, non è infrequente reperire Sindromi delle Apnee notturne anche gravi in pazienti che non lamentano questi sintomi.

L’unico modo per comprendere la natura del fenomeno russamento è eseguire un monitoraggio cardio-respiratorio notturno, comunemente definito poli(sonno)grafia. Questo esame permette allo specialista di comprendere se ci si trova di fronte ad un caso di russamento semplice o ad un più complesso caso di apnee notturne. La terapia, a seconda dei casi e della gravità delle apnee, potrebbe variare moltissimo.

Quale intervento chirurgico permette di smettere di russare?

Dopo aver escluso la presenza di apnee, qualora il paziente o la paziente siano fortemente motivati a smettere di russare, è possibile valutare l’opportunità di eseguire un intervento chirurgico risolutivo. L’intervento può essere particolarmente indicato nei soggetti di giovane età ma ovviamente la cosa deve essere stabilita caso per caso. Nei soggetti anziani o che presentino gravi problemi di salute, potrebbe essere più opportuno valutare soluzioni alternative. A questo proposito si consiglia la lettura del Post “Come smetter di russare: mito e realtà” e “Una protesi in bocca per smettere di russare“.

Gli interventi di palatoplastica e di settoplastica, in combinazione, sono la soluzione chirurgica per un problema di russamento persistente.

Ma quindi, qual è l’operazione giusta per smettere di russare? Per risolvere un problema di russamento occorre certamente agire a livello del palato molle, poiché la maggior parte dei problemi di russamento deriva da una eccessiva lassità e motilità di questo organo. Per risolvere il problema è opportuno eseguire una palatoplastica. La palatoplastica ha lo scopo di alzare come una tenda il palato, in modo che esso vibri meno durante la respirazione notturne. Qualora il paziente non abbia già rimosso le tonsille, dovrà essere eseguita anche una tonsillectomia, passaggio fondamentale per l’esecuzione di una corretta palatoplastica. Qualora il soggetto russatore abbia anche una deviazione del setto, l’intervento verrà completato con una settoplastica.

I tre interventi menzionati possono essere eseguiti nella stessa seduta. Di solito si prevede un ricovero di due notti ed una convalescenza di circa 10 giorni. La convalescenza è gravata da un dolore di grado medio, soprattutto attribuibile alla palatoplastica. Tale dolore è maggiormente accentuato nei giorni subito successivi all’intervento.

Anche tu vorresti sottoporti all’intervento? Parliamone insieme. Vediamo se può fare al caso tuo.

Cosa significa AHI nel referto di una polisonnografia notturna?

AHI, questo misterioso

La Sindrome delle Apnee Notturne è una patologia non molto conosciuta dalla popolazione generale. Tuttavia, negli ultimi anni, le cose stanno lentamente migliorando. Le persone iniziano ad essere maggiormente consapevole riguardo gli effetti deleteri che questa patologia può avere. A tal proposito consiglio di leggere anche i post “Impotenza maschile, russamento ed apnee notturne“,  “Apnee notturne: quali sono i rischi“, “Edema dell’ugola: quali sono le cause” e “Apnee notturne e ridotta ossigenazione: quali rischi?” . La maggiore consapevolezza ha fatto sì che oggi non sia più così difficile sottoporsi ad una polisonnografia notturna. Coloro che si sono sottoposti a questo tipo di accertamento sanno che nel referto compaiono numerosi indici. Tra di essi troviamo l’indice AHI.

Il misterioso AHI è uno dei parametri che vengono maggiormente considerati ai fini di stabilire la gravità di una Sindrome delle Apnee Notturne. AHI altro non è che l’acronimo di Apnoea Hypopnoea Index, espressione angolo-sassone che identifica la somma degli episodi di completa o parziale ostruzione respiratoria che il soggetto sperimenta durante la notte di registrazione.

Da ricordare che, per definizione, si parla di Apnea in caso di blocco respiratorio di durata superiore a 10 secondi. Le Ipopnee, invece, sono definite come un blocco parziale della respirazione associato ad un calo dell’ossigenazione ematica pari o superiore al 3%.

AHI è davvero così importante?

Parametri
Non solo AHI! Guardiamo il resto!

Non ci sono dubbi sull’importanza dell’ indice Apnee/Ipopnee. In effetti, la gravità della Sindrome Apnoica viene stabilito proprio in base al parametro AHI. Grazie ad esso è possibile identificare una forma lieve (AHI compreso tra 5 e 15), una forma media (15-30) ed una forma grave (>30). Tuttavia, molte volte, ci si ferma alla valutazione del numero degli episodi di apnea, senza considerare altri parametri altrettanto importanti. Tra questi, ad esempio la percentuale di tempo che il paziente passa con una saturazione ematica dell’ossigeno inferiore a 90%. Capita, infatti, di trovare pazienti con AHI intermedio affetti da drammatici cali dell’ossigenazione. In certi casi il quadro si rivela tanto importante da determinare una insufficienza respiratoria notturna. E’ corretto, in questi casi, classificare la Sindrome come lieve o media? La domanda appare pertinente. Probabilmente, nei prossimi anni, i criteri classificativi dovranno essere aggiornati e rivisti.

A cosa serve l’AHI?

CPAP
Per impostare la CPAP non basta inserire l’AHI!!

E’ convinzione di molti pazienti e – ahimè! – anche di alcuni medici, che l’AHI serva per impostare il trattamento CPAP della Sindrome delle Apnee nel Sonno. Per chi non lo sapesse la sigla C-PAP è un acronimo inglese che sta per “dispositivo per ventilazione a pressione positiva continua“. Si tratta di un dispositivo in grado di ripristinare la corretta ventilazione notturna nel soggetto affetto da apnee.

Molti credono che per impostare il giusto trattamento CPAP sia sufficiente inserire nella scheda di configurazione del dispositivo il valore di AHI. Un ragionamento ovvio per i non addetti ai lavori, probabilmente mediato da altri ambiti. Nessuno dubita, infatti, che per correggere una perdita visiva di una diottria, sia necessaria una lente +1.  Tuttavia, in materia di disturbi respiratori, non funziona cosi!! Il dispositivo CPAP deve essere impostato seguendo una procedura che niente ha a che fare con l’AHI! L’indice apnee/ipopnee ci aiuta soltanto a stabilire la gravità della situazione. In seguito, dopo una attenta visita sarà possibile scegliere la tipologia di trattamento più opportuna per il paziente. Potremo decidere di adottare una terapia CPAP ma anche di pensare a soluzioni alternative come ad esempio un dispositivo odontoiatrico o un intervento chirurgico. A tal proposito si leggano i Post “Una protesi in bocca per smettere di russare” e “Sleep Endoscopy: a cosa serve e quando è indicata“.

Come smettere di russare. Mito e Realtà.

Cosa si legge in rete.

Consigli in rete
Sulla rete si può trovare di tutto…

Eseguendo una rapida ricerca in rete si possono leggere numerosi consigli su come smettere di russare. Alcuni consigli sono interessanti ed efficaci, altri curiosi e bizzarri.  Addirittura su alcuni siti si consiglia di cantare almeno 20 minuti al giorno o di eseguire una TC perchè sarebbe utile al medico per vedere lo stato del naso e dei seni paranasali… Casa c’è di vero? Come si può risolvere il fastidioso problema del russamento notturno? Rinnovo il mio invito a rivolgersi al proprio medico prima di tentare inutili e costose soluzioni artigianali.

Consigli realmente utili …

Vita attiva
Una vita attiva previene molti inconvenienti.

I consigli realmente utili per cercare di limitare gli episodi di russamento notturno sono contenuti nelle raccomandazioni per una corretta igiene del sonno, già pubblicate su questo Blog. Risulta inoltre fondamentale mantenere una attività fisica regolare ed un peso corporeo nei limiti della norma. A tal proposito, per i soggetti che devono perdere peso, ricordiamo che una attività fisica mirata al dimagrimento è essenziale e che la sola dieto-terapia non può produrre benefici nel lungo termine.

Altrettanto valido è il consiglio di non assumere alcolici la sera poiché essi possono aumentare il rilasciamento della muscolatura delle vie respiratorie superiori. Bisognerebbe anche evitare l’utilizzo di sonniferi ed ipno-induttori, soprattutto se appartengono alla classe delle benzodiazepine. Questi farmaci devono essere limitati a casi di insonnia reali e non presunti.  L’utilizzo di protesi odontoiatriche anti-roncopatia, come già discusso in un precedente articolo, può dare ottimi risultati, ma solo in casi ben selezionati (vedi a tal proposito l’articolo “una protesi in bocca per smettere di russare“). Altrettanto validi risultati possono ottenersi dall’utilizzo di “dissuasori elettronici” come NightShift (vedi a tal proposito l’articolo “una moglie elettronica per smettere di russare“).

Pazienti fortemente motivati possono decidere di sottoporsi ad un intervento chirurgico per risolvere in modo drastico il problema. A tal proposito si consiglia la lettura del Post “Esiste una operazione per smettere di russare?“.

Consigli di dubbia utilità…

Bufale
In rete si leggono molte bufale

Le bufale che si leggono in giro sono numerose. Dei famosi cerottini nasali abbiamo già parlato in un precedente articolo del nostro Blog (dilatatori nasali, mito o realtà).  Che cantare possa determinare una riduzione del russamento ci pare tutto da dimostrare, anche dal punto di vista fisiopatologico. Ancor meno ci sentiamo di consigliare di eseguire una tomografia assiale computerizzata dal momento che la cattiva respirazione nasale non è quasi mai il motivo principale di un russamento protratto. Oltretutto l’esecuzione di una TC dovrebbe essere riservato a casi di sospetta sinusopatia cronica. Su un sito ho letto anche che lasciare una cipolla tagliata con sopra del sale sul comodino farebbe smettere di russare…. mah! Forse meglio l’aglio contro i vampiri.

Da cosa dipende il russamento

Per orientarsi almeno parzialmente in questo mare di consigli, forse occorre fare chiarezza su quali siano le cause del russamento e quali le strutture realmente implicate nella genesi del problema. La presenza di una deviazione del setto nasale, pur essendo un problema certamente in grado di peggiorare il russamento, non è mai un fattore determinante. In nessun caso, un intervento chirurgico condotto semplicemente per ridurre una deviazione settale potrà produrre un netto miglioramento della sintomatologia. Per approfondire le indicazioni all’intervento di settoplastica, leggi il Post “Settoplstica: come si svolge e quando è indicata“.

Il russamento, in realtà, è solitamente provocato da una eccessiva vibrazione dei tessuti molli ed in particolare del palato molle. Il ruolo centrale del palato e dei muscoli della gola nella genesi della roncopatia è un dato ormai certo. Oltre al palato, il russamento può anche essere aggravato dalla presenza di una base della lingua di grosse dimensioni o da una epiglottide instabile.

In certe occasioni è possibile evidenziare un problema a carico dei tessuti molli delle vie aeree anche con una semplice visita otorinolaringoiatrica condotta durante il giorno. In molti casi, tuttavia, l’ostruzione dinamica responsabile di russamento ed apnee si sviluppa soltanto durante il sonno, in corrispondenza del rilasciamento muscolare. Per questo motivo è fondamentale, prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico, eseguire una sleep endoscopy. Per capire di cosa si tratta, leggi il post “Sleep Endoscopy: a cosa serve e quando è indicata“.

La reale domanda da porsi

Domanda
Quale è la reale domanda da porsi?

La reale domanda che una persona dovrebbe porsi in presenza di un grave russamento, dovrebbe essere se questo possa avere delle conseguenze sulla salute e sulla qualità di vita. Più che correre a cercare rimedi artigianali di scarso successo, sarebbe opportuno rivolgersi ad un medico esperto in disturbi respiratori del sonno. In questo modo sarà possibile stabilire se al russamento si associ o meno a disturbi del sonno, come ad esempio la sindrome delle apnee nel sonno. Sottoporsi ad una polisonnografia notturna è oggi, grazie ad i nuovi polisonnigrafi portatili, più agile. Questo tipo di accertamento permette di scegliere in modo ragionato la soluzione migliore per smettere di russare e riappropriarsi della propria vita.

Bambini, russamento e apnee: qual è la cura migliore?

Il bambino russa la notte, forse si blocca il respiro. L’ansia dei genitori sale. Tuttavia la diagnosi e la cura sono rapide ed efficaci nella stragrande maggioranza dei piccoli pazienti. Negli ultimi anni stanno emergendo maggiori evidenze sulla efficacia e sicurezza delle tecniche mini-invasive per rimuovere le tonsille e le adenoidi.

 

Il russamento e la respirazione orale notturna, talvolta anche diurna,  sono segni tipici dell’ipertrofia adenoidea isolata. Ciononostante in una percentuale variabile dall’1% al 3% della popolazione pediatrica può soffrire anche di forme di apnee ostruttive in sonno. Quadro clinico a volte anche eclatante tale da far spaventare e rendere i genitori del piccolo paziente molto preoccupati. Tuttavia bisogna innanzitutto rassicurare che, salvo concomitanze di patologie genetiche, le apnee non mettono a rischio la vita del bambino ma determinano purtroppo numerosi effetti: dalla irritabilità allo scarso accrescimento, dalla riduzione di capacità di attenzione e apprendimento all’ogivalizzazione del palato duro.  L’età di insorgenza può essere anche precoce intorno ai 2 anni. La diagnosi non è difficile. La valutazione specialistica otorino è essenziale sia per escludere altre problematiche sia per rassicurare i genitori e indirizzare alla indagine strumentale migliore.

Nei bambini piccoli dalla nascita ai 2-4 anni è possibile  eseguire un esame molto semplice  tramite la registrazione di una o più notti della ossigenazione del sangue (pulsiossimetria) . Questo esame permette di ottenere una attendibilità del 97%. Tuttavia qualora l’esame fosse negativo, purtroppo non è possibile escludere totalmente che il bambino non abbia apnee. Pertanto è necessario affidarsi allo specialista per dirimere ogni dubbio e caso mai se il bambino è collaborativo eseguire come in bambini più grandi un monitoraggio cardio-polmonare notturno (polisonnogramma di tipo III).

Ma una volta diagnosticate le apnee, come si cura? L’ipertrofia adeno-tonsillare(tonsille e adenoidi grosse) è la causa del russamento e delle apnee nella stragrande maggioranza dei bambini affetti. L’intervento efficace è l’adenotonsillectomia(asportazione di adenoidi e tonsille). La tecnica tradizionale, tuttavia, è aggravata da varie complicanze più o meno gravi. Tra le più frequenti: il sanguinamento (di solito dopo 5-10 giorni dall’intervento), il dolore e la scarsa alimentazione con rischio di disidratazione.

Nel corso del tempo, molti chirurghi hanno provato ad utilizzare diverse tecniche per abbattere al minimo tali complicanze. Recentemente, la tecnica di adenotonsillectomia intracapsulare con l’uso di microdebrider sembra ottenere eccellenti risultati di efficacia e di sicurezza.

Intervento di adentonsillectomia intracapsulare con microdebrider

Un recente studio* ha analizzato i dati della letteratura scientifica dimostrando che tale tecnica permette di ottenere un alto tasso di successo per la cura delle apnee e del russamento con una contestuale riduzione del rischio di sanguinamento e di disidratazione, del dolore post-operatorio e una significativo anticipato  recupero alla normalità rispetto all’intervento tradizionale.

 

Bibliografia

1. Lee HS, Yoon HY, Jin HJ, Hwang SH. The safety and efficacy of powered intracapsular tonsillectomy in children: A meta-analysis. Laryngoscope. 2017 Oct 25. doi: 10.1002/lary.26886. [Epub ahead of print]

 

 

 

Una protesi in bocca per smettere di russare

Dispositivi odontoiatrici anti-roncopatia

La roncopatia è un problema serio. Ancora di più quando essa è associata alla presenza di apnee nel sonno.  Le soluzioni per risolvere questo tipo di problema sono numerose. Tra di esse esiste anche la possibilità di utilizzare delle particolari protesi odontoiatriche. Le protesi in questione vengono definite in gergo MAD (Mandibular Advancement Devices).

Russare peggiora la salute dell’intera famiglia.

Come funzionano i MAD?

I MAD migliorano roncopatie ed apnee grazie ad il loro effetto di avanzamento a carico della mandibola. Avanzando la mandibola, infatti, si determina lo stiramento dei muscoli del faringe ed un ampliamento dello spazio respiratorio.

Quando sono indicati i MAD?

Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia dei MAD nella cura della maggior parte dei casi di sindrome delle apnee notturne di grado medio. Questo tipo di dispositivo, tuttavia, offre i risultati terapeutici migliori soprattutto quando il soggetto russa ed ha le apnee prevalentemente durante il decubito supino. La corretta selezione del paziente mediante polisonnografia notturna risulta fondamentale per garantire il successo della terapia.

Quanto cosa un MAD?

I prezzi dei dispositivi variano a seconda del modello ma solitamente il confezionamento di un buon dispositivo non è possibile per meno di 400-500 Euro. Il dispositivo viene infatti costruito dall’odontoiatra su misura ed in base alle necessità del paziente.  E’ sempre preferibile rivolgersi ad uno specialista odontoiatra con esperienza nella terapia di questo tipo di disturbi.

Soluzioni a buon mercato

L’efficacia e la tollerabilità di un dispositivo confezionato su misura da un odontoiatra esperto non può essere paragonata a nessun dispositivo acquistabile a buon mercato.  Tuttavia, in alcuni casi, potrebbe valere la pena di provare un dispositivo più economico al fine di valutare l’impatto del dispositivo sul sonno del paziente. Alcuni di questi dispositivi possono essere comodamente acquistati anche su Amazon. Li avete provati?

 

Una “moglie elettronica” per smettere di russare

Un problema comune

E’ esperienza comune a tutti che le persone, solitamente, russano di più quando dormono in posizione supina. Lo sanno bene le donne, spesso costrette a prendere a calci per tutta la notte il loro marito nel disperato tentativo di garantirsi un po’ di quiete e meritato riposo (non dimentichiamoci però che anche le donne russano….). E’ dimostrato che riposare male la notte riduce notevolmente la qualità di vita e la performance lavorativa.  Non considerando, in questo momento, i possibili rischi a cui va incontro chi russa, come si può garantire un miglior riposo a chi dorme accanto al rumoroso partner?

La tecnologia potrebbe aiutarci?

Per evitare di slogarsi i gomiti a forza di spostare vostro marito durante la notte, un valido aiuto potrebbe essere rappresentato da NightShift, un dispositivo che utilizzo spesso per risolvere un problema di apnee nel sonno mediante quella che, in gergo, viene definita terapia posizionale.  Oltre a risolvere un certo tipo di apnee notturne, questo dispositivo risulta particolarmente utile per ridurre il russamento nei soggetti (la maggior parte) che russano prevalentemente a pancia in su.

Night Shift

Come funziona Night Shift

Night Shift altro non è che un “collare vibrante” da far indossare al soggetto che russa. Il dispositivo è in grado di captare la posizione in cui dorme il soggetto ed inviare delle vibrazioni con caratteristiche varabili nel tempo quando il soggetto si mette in decubito supino. Night Shift è dotato di una batteria interna che si ricarica tramite connessione USB.  La carica garantisce circa 3 girni di utilizzo del dispositivo. Oltre a questa funzionalità di base, il dispositivo è in grado di generare dei report che permettono al paziente e al medico di verificare quante volte il dispositivo è riuscito a fare il suo dovere durante l’arco della notte.

Problemi legati all’utilizzo di Night Shift

Nella mia esperienza il dispositivo, dopo un periodo di assestamento, viene ben tollerato dai pazienti. Nei primi giorni il problema più frequentemente riferito è quello di essere risvegliati dalla vibrazione ma, di solito, il paziente supera questa fase nell’arco di una settimana circa.

Benefici legati all’utilizzo di Night Shift

L’utilizzo di Night Shift garantisce benefici evidenti per tutta la famiglia.  Il soggetto che russava sperimenterà una migliore qualità del sonno ed un sonno più ristoratore. Il soggetto che subiva la roncopatia del partner tornerà ad avere la quiete di cui tutti abbiamo bisogno.

Dove comprare Night Shift

Night Shift è un dispositivo distribuito in Italia da Medigas. Il dispositivo non può essere comprato in farmacia. Per acquistarlo ci si può rivolgere alla casa di distribuzione.