Quando togliere le adenoidi

Il problema ipertrofia adenoidea è un argomento fortemente discusso. Esiste una differenza di vedute notevole sui criteri che devono condurre alla rimozione chirurgica delle adenoidi. Da una rapida ricerca in rete, si osserva che esiste dissenso perfino tra gli specialisti. Nonostante la bassa percentuale di complicanze post-operatorie, è sempre opportuno evitare di traumatizzare e fare correre inutili rischi ai piccoli pazienti.

Non esiste uniformità di veduta sui criteri per rimuovere le adenoidi

La valutazione clinica deve guidare la mano del chirurgo

Per la loro posizione, le adenoidi sono una struttura difficile da valutare (vedi a tal proposito il Post “Il mio bambino ha le adenoidi?”). Essendo localizzate in rinofaringe, queste strutture possono essere osservate solo inserendo una fibra ottica flessibile attraverso il naso. Ma è veramente sempre necessario eseguire una fibrolaringoscopia? A mio giudizio assolutamente no. Questa procedura dovrebbe essere riservata a pazienti con condizioni cliniche che consigliano la rimozione delle adenoidi. Ma quali sono queste condizioni ? Il semplice fatto che un bambino respiri a bocca aperta, abbia una voce nasale, abbia spesso mal di gola o vada incontro a frequenti infezioni delle vie respiratorie, non sono criteri sufficienti a giustificare l’esecuzione di questo accertamento. Sono tutte evenienze assai frequenti in età pediatrica. Esse non devono essere per forza ricondotte alla presenza di adenoidi ipertrofiche. Ad esempio, la causa di una ostruzione nasale persistente può essere l’allergia. A tal proposito, ricordiamo che l’allergia inizia a manifestarsi anche in giovanissima età. Oppure il naso potrebbe essere ostruito per il solo fatto che il bambino non si soffia il naso. Come sanno tutti i genitori, prima dei 3 anni difficilmente un bambino è in grado di soffiare correttamente il naso. Infezioni respiratorie ricorrenti potrebbero essere provocate da una riduzione delle difese immunitarie. Le adenoidi possono essere del tutto estranee a questi problemi.

Criteri clinici per rimuovere le adenoidi

Le adenoidi devono essere sicuramente rimosse in caso siano responsabili di una Sindrome delle Apnee Notturne. La cattiva respirazione durante il sonno, può infatti determinare un grave deterioramento della qualità di vita del bambino. Nei casi più gravi può condurre a precoce affaticamento del sistema cardio-circolatorio. Inoltre, è dimostrato che esiste una correlazione tra la presenza di una sindrome delle apnee notturne e deficit di attenzione del bambino. La risoluzione del quadro apnoico provoca spesso la “rinascita” del bambino che si dimostra da subito più dinamico ed attento nel proprio sviluppo fisico e sociale.

Le adenoidi devono essere inoltre rimosse qualora siano responsabili di otiti ricorrenti. Per otiti ricorrenti si intendono almeno 6 episodi di infezione all’anno. Infezioni così frequenti possono rappresentare un rischio reale per la salute generale ed uditiva del bambino.

Anche un abbassamento protratto della capacità uditiva può essere dovuto ad un problema di adenoidi. In particolare, le adenoidi possono determinare ostruzione della tuba di Eustachio e quindi ristagno di catarro all’interno delle orecchie. Una riduzione protratta della capacità uditiva, soprattutto se accentuata, può produrre difficoltà nello sviluppo linguistico e deve quindi essere scongiurata.

Da sottolineare il fatto che, per tutte queste condizioni, debba prima essere tentato un approccio con terapia medica. L’intervento chirurgico deve rappresentare solo l’ultima alternativa.

Come si esegue l’intervento di adenoidectomia

L’intervento chirurgico di rimozione della adenoidi viene eseguito in anestesia generale rimuovendo le adenoidi attraverso la bocca. La rimozione viene eseguita con un particolare strumento che viene introdotto dietro il palato del bambino. Fino ad alcuni decenni fa, l’intervento veniva eseguito in anestesia locale. Anche se si evitava una anestesia generale al paziente, si trattava di un intervento molto traumatico per il bambino. Per fortuna l’intervento in anestesia locale non viene più praticato.

L’intervento di adenoidectomia viene oggi sempre praticato in anestesia generale

La rimozione chirurgica delle adenoidi richiede solitamente pochi minuti e non comporta particolari rischi per il bambino. Il rischio principale è rappresentato dall’insorgenza di emorragie dopo l’intervento. Si tratta tuttavia di una evenienza molto rara.

Il decorso post-operatorio è solitamente buono e caratterizzato da scarsissimo dolore post-operatorio. Il bambino deve osservare una dieta fredda e morbida per due-tre giorni e stare a riposo per una settimana circa. Nella maggior parte dei casi il piccolo paziente viene dimesso lo stesso giorno dell’intervento per poi essere rivisto e ricontrollato dopo una settimana.

Il mio bambino ha le adenoidi?

Una delle domande più frequenti che mi vengono rivolte dai genitori quando visito un bambino riguarda la presenza delle mitiche adenoidi.  Molto spesso, in queste occasioni, rispondo “Se non ci fossero sarebbe molto strano!”.

Una ossessione che colpisce anche alcuni specialisti

Ovviamente l’iperplasia adenoidea, in certi casi, può rappresentare un serio problema per la salute del bambino. Tuttavia, ritengo che il problema venga spesso valutato in modo non uniforme. In molti casi esiste una attenzione quasi morbosa nei confronti della “grandezza delle adenoidi”, come se questa fosse il fattore principale da controllare. Questa ossessione colpisce, purtroppo, anche alcuni specialisti. In realtà, ciò che dovrebbe maggiormente interessare ai genitori e al medico, non è la grandezza delle adenoidi ma la presenza o meno di complicanze collegate alla loro presenza.

Mi spiego meglio. Innanzitutto precisiamo che le adenoidi, come si evince dalla figura sottostante, si trovano “in fondo al naso”. Per la loro localizzazione, esse sono assolutamente invisibili ad occhio nudo.

Per vedere in modo preciso la grandezza delle adenoidi non esiste altro modo che eseguire una fibrolaringoscopia flessibile. Questo esame consiste nel passare un sottile sondino dotato di telecamera all’interno del naso del bambino. Nonostante sia una procedura del tutto indolore, chiunque abbia un figlio sa quanto una cosa semplice possa diventare rapidamente molto complicata.

La seconda considerazione è che le adenoidi scompaiono autonomamente entro i 12 anni di età. Da questa evidenza nasce la domanda che io rivolgo a voi: vale la pena fare una fibrolaringoscopia flessibile ad un bambino se egli non presenta sintomi tali da consigliare un intervento chirurgico?

Quando eseguire una fibrolaringoscopia

A mio giudizio, la fibrolaringoscopia dovrebbe essere riservata soltanto a casi in cui il quadro clinico complessivo consigli un intervento invasivo sul bambino. L’esame appare certamente indicato anche nel caso in cui il flusso aereo nasale del bambino sia fortemente ridotto.

Vaccini contro l’allergia: come funzionano?

Vaccini contro l’allergia: perché?

Secondo recenti stime, circa il 40% della popolazione mondiale sarebbe affetto da allergia. Ovviamente soltanto una parte di questa popolazione sarebbe affetta da forme di allergia di rilievo clinico. Per quanto riguarda l’aspetto che più interessa l’otorinolaringoiatra, ovvero la rinite allergica, si calcola che essa colpisca il 12.5% della popolazione italiana, ovvero circa 6 milioni di persone. Molte persone sono convinte che non esista una terapia per le allergie. Molti rinunciano ad assumere medicine pensando che sia inutile. In realtà, questo è un atteggiamento che dovrebbe essere evitato poiché trascurare un quadro di allergia potrebbe portare ad un peggioramento dei sintomi con comparsa di quadri di asma. Questo fenomeno, definito “marcia allergica”, fa comprendere quanto sia importante trattare questa patologia fin da bambini per evitare l’insorgenza di quadri gravemente invalidanti.

Come funzionano i vaccini?

Pur essendo in un periodo in cui i vaccini sono largamente osteggiati dalla popolazione, i nuovi vaccini contro l’allergia sono sicuri ed affidabili. Gli effetti collaterali di questo tipo di procedura sono rari e nella maggior parte dei casi rappresentati da lieve prurito o irritazione a livello del cavo orale. Rispetto ai vaccini del passato, inoltre,  oggi esistono comode formulazioni in gocce orali o compresse che evitano l’ansia da iniezione.  Sottoporsi a vaccinazione significa, nella maggior parte dei casi, ottenere una completa desensibilizzazione rispetto all’allergene trattato e quindi smettere di assumere farmaci. In casi meno fortunati si otterrà comunque un miglioramento della sintomatologia ed una riduzione del carico di farmaci assunti per allergia durante l’anno.

Gli aspetti meno positivi della vaccinazione sono rappresentati dall’alto costo della procedura che, purtroppo, deve essere ripetuta per almeno 3 anni consecutivi. Il Servizio Sanitario Nazionale offre la possibilità, non senza alcune difficoltà, di ottenere gratuitamente la vaccinazione. Tuttavia è possibile ottenere solo il vaccino contro le Graminacee. Tutti gli altri tipi di vaccino non vengono passati in nessun caso dal Servizio Sanitario Nazionale.

Sinusite o cefalea? Come orientarsi

Sinusite Ricorrente o Cefalea?

Sinusite: una patologia spesso sovrastimata.

A giudizio di chi scrive, la diagnosi di sinusite è una delle più abusate in ambito medico. Ovviamente, le sinusiti esistono e non sono infrequenti. Tuttavia sembra che quasi tutta la popolazione generale soffra di sinusite. Sicuramente è vero che quasi ad ogni episodio di raffreddore può associarsi un processo sinusitico transitorio. Tuttavia i sintomi della sinusite acuta “vera” sono molto caratteristici e debilitanti.

Oltre a questo, a mio giudizio, si confonde spesso la sinusite con episodi di cefalea di diversa natura. Questo porta molti pazienti a curarsi per presunte sinusiti senza mai arrivare a trovare la giusta e necessaria terapia per la loro cefalea. Su questo argomento si consiglia di leggere anche il Post “Mal di testa e sinusite: c’è sempre una relazione?“.

Come distinguere Sinusite Ricorrente e Cefalea?

La prima cosa da fare per capire se si tratta di sinusite ricorrente o di cefalea è sottoporsi ad una visita otorinolaringoiatrica. Lo specialista sarà così in grado di valutare la sintomatologia riferita dal paziente e di correlarla con la presenza di segni caratteristici di sinusite.

In molti casi sarà opportuno corredare la visita di una fibrolaringoscopia flessibile o rigida per valutare eventuali anomalie anatomiche nasali.

Tra gli elementi caratteristici che possono aiutare a distinguere una sinusite da una cefalea troviamo:

  • Durata dei sintomi: Un attacco di sinusite difficilmente  dura meno di 2 giorni. Gli attacchi di cefalea, invece, hanno solitamente una durata più breve.
  • Sintomi associati: La sinusite non si associa mai a fenomeni di fotofobia (fastidio per la luce) e raramente di associa a sintomi vegetativi come nausea e vomito. Al contrario questi sintomi sono spesso presenti nella cefalea.
  • Risposta alla terapia farmacologica: Mentre un attacco di cefalea, di solito, risponde bene agli analgesici, una sinusite acuta solitamente non risponde bene a questo tipo di trattamento. Se l’assunzione di un anti-infiammatorio determina la risoluzione dei sintomi nell’arco di 30 minuti/un’ora, è più probabile che si tratti di una cefalea.

La valutazione di tutti questi elementi permetterà allo specialista di orientarsi verso l’una o l’altra patologia anche se occorre sottolineare come, nei casi dubbi, risulta assolutamente indispensabile l’esecuzione di una TC dei seni paranasali per evidenziare la presenza o assenza di una sinusite cronica di base.

Allergie alimentari e rinite allergica: esiste una correlazione?

Allergie alimentari e rinite allergica

Le allergie alimentari interessano l’1% della popolazione

E’ difficile stabilire con precisione quanto sono frequenti le allergie alimentari. Diversi studi hanno evidenziato una incidenza che varia dall’1% al 13% della popolazione. Questo tipo di patologia ha da sempre attratto l’interesse della popolazione generale.

Forse, il motivo di tutta questa attenzione nasce dal fatto che le allergie alimentari severe, in certi casi, vengono alla luce con attacchi anafilattici, potenzialmente mortali. Un altro motivo, probabilmente, risiede nel fatto che questo tipo di allergia interessa in soprattutto i bambini. Tuttavia, nel corso degli anni, si sono diffuse sul web numerose credenze prive di attendibilità scientifica. Spesso ci si concentra su aspetti secondari del problema allergia, dimenticando di approfondire aspetti realmente interessanti. Tra questi, ricordiamo l’associazione tra allergie alimentari e rinite allergica.

In che modo il cibo può provocare la rinite?

Il meccanismo principale attraverso il quale il cibo può determinare rinite è la cross-reazione.

In pratica, all’interno di alcuni cibi, possono essere contenute delle particelle con caratteristiche chimiche molto simili a quelle degli allergeni inalanti per i quali il soggetto è allergico.

Ad esempio, soggetti allergici alle graminacee dovrebbero evitare di assumere mela, anguria, arancia, kiwi, pomodoro, frumento, cereali, arachidi, mandorla, pesca, pera, ciliegia, albicocca, prugna, fragola, lampone. L’assunzione di questi alimenti, soprattutto in corrispondenza del periodi di fioritura delle graminacee, può determinare un peggioramento anche notevole della sintomatologia.

Nonostante la cross-reazione rappresenti la modalità principale attraverso la quale il cibo può peggiorare una rinite, negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato che anche una allergia alimentare classica può determinare un peggioramento della rinite allergica. Il fenomeno è particolarmente rilevante nei bambini. Infatti, i bambini con allergia alimentare hanno un rischio di avere asma, dermatite atopica e rinite allergica da 2 a 4 volte aumentato rispetto ai bambini senza allergia alimentare.  Tra le allergie alimentari più frequenti ricordiamo quelle per arachide, pomodoro, nocciolo, uova e diverse componenti del latte. Da quanto detto fino ad ora si comprende come, in casi selezionati, sia utile eseguire test allergologici alimentati anche in soggetti con rinite allergica.

Intervista al Prof. Christos Georgalas

Chi è il professor. Christos Georgalas

Prf Christos Georgalas
Il Prof. Christos Georgalas

Questo mese, nella sezione interviste del nostro Blog, abbiamo il piacere di  ospitare il prof. Christos Georgalas. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente durante il mio periodo formativo presso l’Academic Medical Centre di Amsterdam. La mia visita ad Amsterdam aveva lo scopo di approfondire e perfezionare le mie conoscenze in ambito di chirurgia endoscopica del naso, dei seni paranasali e del basicranio. Insieme a lui ho condiviso molte sedute operatorie e da lui ho ricevuto diverse lezioni che ancora oggi metto in pratica nella mia professione. Il prof. Christos Georgalas si è laureato con lode presso l’Università di Atene dopodiché si è trasferito a Londra per specializzarsi in Otorinolaringoiatria. Al termine del periodo formativo londinese si è trasferito presso l’ Academic Medical Centre di Amsterdam ove ha lavorato dal 2007 fino al 2015. In tal periodo ha creato e diretto il Centro di Chirurgia Endoscopica del Basi Cranio (ESA, www.endoskull.nl). E’ autore di più di 100 pubblicazioni su riviste internazionali. Inoltre, è autore del manuale “Rinologia e Chirurgia del Basicranio”. Segretario della Società Ellenica di Rinologia e membro fondatore e segretario generale  della Società Ellenica dell’Oncologia Testa-Collo. Attualmente lavora ad Atene presso l’ospedale Hygeia ove dirige il Centro per la Chirurgia Endoscopica del Basicranio e lavora anche per il Centro del Basicranio dell’Università di Leiden nei Paesi Bassi.

L’intervista

Inghilterra
L’Inghilterra ha un sistema sanitario molto particolare.

Buongiorno prof,  la sua carriera inizia nel Regno Unito, in particolare a Londra. Qual è la cosa che ha apprezzato di più del sistema nazionale britannico che non è comparabile agli altri paesi europei?

Personalmente ritengo che il sistema britannico abbia di speciale l’egualitarismo e la possibilità a qualsiasi cittadino di poter accedere così come l’etica e l’orgoglio delle persone che lavorano in questo sistema. Esso è venerato dagli Inglesi come una nobile istituzione anche di più della stessa monarchia o della Chiesa. Nessun governo avrebbe il coraggio di smantellarlo. Tuttavia, ha sofferto di una mancanza cronica di finanziamenti come  si dimostra,in molte aree.

 

Studiare
Studiare in Inghilterra? Sì o no

Come considera il programma di formazione nel Regno Unito? Vale la pena provare un’esperienza del Regno Unito?

Penso che il programma di formazione nel Regno Unito sia il più esauriente, competitivo ma anche il più completo di tutti i sistemi europei, tuttavia, ci vuole molto tempo per completarlo e a volte può sembrare confusionario.

 

Naso
Il naso, un organo spesso bistrattato

Un’altra parte della sua vita professionale è stata spesa presso l’Academic Medical Centre di Amsterdam, una delle istituzioni più rinomate al mondo per la chirurgia nasale endoscopica. Perché ha deciso di interessarsi di rinologia e in particolare della chirurgia endoscopica nasale?

Penso che la chirurgia endoscopica  dei seni paradossali e in particolare la chirurgia endoscopica della Base del Cranio abbia mostrato alcuni sviluppi straordinari negli ultimi decenni ed è stata in prima linea nelle evoluzioni/rivoluzioni in otorinolaringoiatria. Sono stato felice di collaborare con un neurochirurgo molto dedicato, il dott. Wouter van Furth, e di condividere insieme a lui la curva di apprendimento.

Team
Coordinare un team è molto difficile.

Non solo malattie infiammatorie ma anche tumori. Ha avuto difficoltà nell’organizzare il centro per il trattamento dei tumori della base del cranio? In che modo altri colleghi specializzati hanno accettato la modalità chirurgica endoscopica?

Non è stato facile. Il coordinamento tra diverse specialità, con priorità diverse, diverse mentalità e modi di pensare non è sicuramente immediato. Ancora una volta, lavorando sin dall’inizio con i neurochirurghi e coinvolgendo in anticipo tutte le altre specialità, dando valore alle loro opinioni, siamo riusciti a trovare un punto di intesa. Questo ha aiutato molto nella organizzazione e gestione delle attività.

 

Robot
Il robot potrà aiutare l’uomo anche in questo ambito?

Qual è la sua prospettiva dell’applicazione della chirurgia nasale endoscopica nel prossimo futuro? Esiste spazio di applicazione per la chirurgia robotica?

 

L’uso della tecnologia robotica sembra certamente il prossimo passo . Tuttavia, per il momento, ci sono limitazioni relative alle dimensioni e ai sistemi ottici degli attuali sistemi robotici. Ciò che è richiesto sono lo sviluppo di robot con bracci più piccoli (meno di 1 cm – idealmente meno di 5mm) e forse braccia flessibili che possono entrare nelle cavità nasali anche le più ristrette.

 

Grecia
La Grecia e le sue meraviglie.

Alla fine, è tornato a vivere nel suo paese (Grecia) e nella sua città (Atene). Com’è stata la sua impressione dopo molti anni vissuti all’estero? Cosa c’è di diverso nelle tue attività quotidiane (famiglia, lavoro ecc …)?

Uso sempre la metafora “è come aprire le finestre in un giorno luminoso”. Sono stato via per 16 anni, ho “perso” la mia famiglia, i miei amici, la luce e gli odori della Grecia. Esistono molti problemi data l’attuale situazione socioeconomica e politica in Grecia, tuttavia, non vi è sensazione più meravigliosa di quando si torna a casa propria. Più tempo per la famiglia, una cultura mediterranea che valorizza le relazioni e il contatto umano più del lavoro (nel bene e nel male) e un clima che invita a godersi la vita ogni giorno dell’anno.

 

Fotografia
Uno scatto del Professor Georgalas prelevato dal suo sito.

Un altro suo interesse è la fotografia. E’ vero che è un fotografo del National Geographic? Quali sono i suoi soggetti preferiti? Cosa le piace mostrare?

Sono solo un fotografo dilettante ma ho vinto un premio del National Geographic per alcuni scatti. Mi piace la fotografia di strada e soprattutto fotografare le persone e ciò che mi sta intorno. Per più di 30 anni è stato un modo di comprendere il mondo e il mio posto in esso . Per chiunque sia più interessato, christosg.org è il mio alter ego, il fotografo.

 

Grazie prof. Spero di rivederla presto

Cosa sono i polipi nasali

Da dove originano i polipi nasali?

Naso
Da dove prendono origine i polipi nasali?

Il rivestimento che copre tutte le strutture all’interno del naso è chiamato mucosa. Questo è costituito, oltre che da cellule adibite solo a scopo protettivo  e di sostegno, anche da cellule secernenti muco e da cellule ciliate che spostano il muco dalla cavità nasale al faringe in modo continuo. Gli eventi infiammatori acuti e cronici ledono queste strutture determinando congestione vascolare e un aumento di liquido tra queste cellule. Infatti è comunemente noto che nelle forme di infezione o allergia il primo sintomo è l’ostruzione nasale dovuta appunto all’aumentato afflusso sanguigno e di liquidi nella mucosa nasale. Se questa infiammazione si perpetua per molto tempo, la mucosa nasale  perde le sue caratteristiche normali e si modifica formando talvolta i cosidetti polipi nasali. Pertanto i polipi nasali sono una manifestazione di una infiammazione cronica  a livello della mucosa nasale. I polipi nasali però non sono costituiti da una esclusiva raccolta di liquido ma da un rimaneggiamento delle cellule e della matrice che tiene unite le cellule stesse che componeva la mucosa nasale.

Perché si formano polipi nasali?

Perchè
Perché si formano i polipi nasali?

Non tutti i processi cronici infiammatori determinano una degenerazione della mucosa nasale in polipi. Infatti, sono riconosciute dalla comunità internazionale due forme maggiori di rinosinusite cronica con e senza polipi. Ma perché si formano i polipi? Molti sono i fattori che possono determinare l’insorgenza di polipi tra i quali una predisposizione genetica, una infezione cronica da stafilococco aureus, una attivazione anormale delle cellule infiammatorie e una risposta anomala a tale attivazione da parte delle cellule che costituiscono la mucosa. Inoltre è bene specificare che ancora oggi il vero meccanismo principale non è ancora conosciuto.

 

Chi è allergico avrà sicuramente una poliposi?

Allergia
Allergia e Poliposi per forza correlate?

Importante è sfatare la convinzione che chi soffre di allergia è destinato ad avere i polipi nasali. Questo non è del tutto vero in quanto si ritrova una poliposi nasale solo in circa l’1,5% dei soggetti allergici. Invece, nei soggetti asmatici non allergici presentano polipi nasali nel 13% dei casi contro al 5% in chi soffre di asma di natura allergica. Infine, la prevalenza nella popolazione generale della rinosinusite cronica  con polipi è tra 1 e il 4%. La frequenza di riscontrare polipi nel naso è maggiore nei soggetti oltre i 50 anni, mentre nei bambini è rara. Se presenti i polipi in piccoli pazienti è necessario escludere la fibrosi cistica. Inoltre soggetti asmatici  con età superiore ai 40 anni hanno una probabilità 4 volte maggiore di sviluppare i polipi nasali rispetto ai soggetti più giovani.

Rimandiamo all’articolo “Rinosinusite cronica con poliposi nasale: quando e come operare.” pubblicato su questo blog per chiarire quando i polipi nasali vanno operati.

Allergia all’acaro della polvere. Come difendersi?

Una allergia molto comune

L’ipersensibilità nei confronti dell’acaro della polvere è uno dei reperti più comuni da osservare durante l’esecuzione di un prick test.  Questo tipo di ipersensibilità entra spesso in gioco nello sviluppo di asma,  rino-congiuntivite e dermatite atopica. Inoltre, l’acaro della polvere, essendo presente tutto l’anno e a tutte le latitudini,  è uno degli allergeni più difficili da evitare.

Caratteristiche dell’acaro della polvere

Acaro polvere
L’acaro della polvere

Gli acari della polvere sono piccoli animaletti, della dimensione di circa 200 micron (un quinto di millimetro), non visibili ad occhio nudo.  Si nutrono di desquamazioni umane (forfora, resti di cute, capelli, unghie etc) e animali.  Ai nostri climi, gli acari proliferano negli ambienti interni. Vivono prevalentemente all’interno di materassi, cuscini, coperte, divani e tappeti, dove trovano l’ambiente ideale per il loro sviluppo ovvero una temperatura ambientale intorno ai 20° C, una umidità relativa tra il 70% e l’80% e l’assenza di raggi solari.  Un materasso può contenere da 100.000 a 10 milioni di acari all’interno  e in un grammo di polvere possono esserci fino a 2.000  acari. Il 10% del peso di un cuscino di 2 anni può essere costituito da acari morti e dalle loro feci.

Come proteggersi dall’acaro della polvere

Protezione
Come proteggersi dall’acaro della polvere.

I soggetti ipersensibili all’acaro della polvere devono mettere in atto tutte le strategie necessarie per limitare il contatto con questi micro-organismi. Tra queste ricordiamo la necessità di dotarsi di cuscini, materassi, piumoni e coperte con tessuto barriera anti-acaro e traspirante e l’importanza di acquistare aspirapolvere e battimaterasso con filtro antiacaro.

Risulta anche fondamentale che la biancheria da letto deve essere lavata una volta alla settimana a 60°C perchè gli acari non muoiono a temperature inferiori.

Un altro provvedimento da adottare, soprattutto nelle camere dei nostri bambini, è quello di eliminare i pelouche poichè essi sono spesso sede di colonie di acari. Se i vostri piccoli non vogliono assolutamente separarsi dai loro amici, una possibilità può essere quella di mettere i pelouche ogni 6 settimane in freezer per una notte per uccidere gli acari e poi lavarli.

Come si può facilmente desumere, si tratta di un compito arduo…. in molti casi si potrebbe pensare di eseguire una vaccinazione anti-acaro.

 

E se il bambino non vuole fare il Rinowash?

Bambini piccoli, piccoli problemi

Rinowash
Il famoso Rinowash

Come già abbiamo accennato in un precedente post, il Rinowash rappresenta una validissima soluzione per il lavaggio quotidiano del naso nei piccoli pazienti. Tenere il naso pulito è una procedura fondamentale per risolvere quadri di otite media effusiva o di otite media acuta. Se vuoi saperne di più leggi i post “Rinowash, il migliore amico delle mamme” e “Come prevenire l’otite nei bambini“.

Il Rinowash è uno strumento che necessita soltanto di pochi minuti per esplicare la sua azione. Tuttavia, quando si parla di bambini, anche 5 minuti possono sembrare una vera eternità. Come fare a convincere un bambino a tenere nel naso il Rinowash piuttosto che correre e saltare da una parte all’altra? In alcuni casi, purtroppo, la cosa risulta assolutamente impossibile!

Succede anche che alcuni bambini utilizzino volentieri la normale mascherina dell’aerosol ma che poi sia assolutamente impossibile eseguire il lavaggio con la doccia nasale. Purtroppo però la normale aerosol-terapia risulta, nella maggior parte dei casi, poco utile nella cura delle patologie otorinolaringoiatriche. L’utilizzo delle docce nasali, invece, in molti casi permette di risolvere quadri di timpanogramma piatto persistente. A tal riguardo leggi anche il Post “Cosa significa timpanogramma piatto“. Come risolvere il problema?

La Soluzione?

Bambino legato
Se non vogliamo legare nostro figlio per eseguire la terapia…

Se non vogliamo legare nostro figlio per fare la terapia con Rinowash, una possibile soluzione può essere quella di utilizzare dei particolari dispositivi come Nebial Kit e Yabro Spray-Sol.

Entrambe queste formulazioni vengono vendute insieme ad dispositivo medico specificamente progettato per effettuare trattamenti topici delle cavità nasali e sinusali. Questo dispositivo, apparentemente simile ad una siringa, consente la somministrazione rapida della soluzione tramite nebulizzazione in particelle di grandezza tra 10 a 20 micron. E’ fondamentale, infatti, ai fini della terapia, che le particelle di farmaco prodotte abbiano dimensioni tali da rimanere intrappolate nelle alte vie respiratorie superiori. Il vantaggio di questi dispositivi sta nel fatto che le particelle vengono prodotte ed erogate in pochi secondi e non in alcuni minuti come accade nel caso del Rinowash. All’atto pratico, è semplicemente necessario spuzzare la soluzione nel naso del bambino con “una particolare siringa”. Può essere la soluzione al nostro problema?

Meglio utilizzare Nebial Kit o Yabro Spray-Sol? Dal punto di vista del dispositivo di erogazione cambia poco. Nebial è una soluzione salina ipertonica con l’aggiunta di acido ialuronico ed è quindi consigliata per trattamenti di breve durata (max 15 giorni) in bambini fortemente congestionati. Yabro è invece una soluzione a base di acido ialuronico, forse meno rapidamente efficace nel contrastare la congestiona nasale ma più indicata per trattamenti di lunga durata.

Un solo occhio che lacrima? Ecco cosa devi sapere.

Perché preoccuparsi di una persistenze lacrimazione da un solo occhio

Un sintomo a volte importante

Un’eccessiva lacrimazione da un solo occhio potrebbe essere il sintomo di una ostruzione a livello delle vie lacrimali. Le vie lacrimali consentono alle lacrime, in condizioni normali, di defluire dall’occhio al naso. In alcuni casi, queste vie possono ostruirsi. Talvolta il punto di ostruzione è il dotto naso-lacrimale, l’ultima parte delle vie lacrimali. L’ostruzione, col tempo, potrebbe anche determinare una sovra-infezione del sacco lacrimale con conseguente sviluppo di dacriocistite,  una infezione del sacco lacrimale. Ovviamente, la diagnosi deve essere eseguita da uno specialista oculista. Se l’ostruzione viene confermata a livello del dotto nasolacrimale, la soluzione è chirurgica per permettere di ricostituire il corretto deflusso delle lacrime dall’occhio al naso. Tra le varie tecniche chirurgiche proposte negli ultimi anni, la dacriocistorinostomia endoscopica sembra essere una soluzione efficace e poco invasiva. Tale intervento viene svolto, di solito, dall’otorinolaringoiatra insieme all’oculista. Una recente meta-analisi* ha evidenziato numerosi vantaggi nell’utilizzo di una tecnica endoscopica: tra questi ricordiamo l’assenza di eventuali cicatrici esterne, la capacità di correggere simultaneamente la patologia intra-nasale  e la conservazione dell’azione di pompa del muscolo orbicularis oculi. Inoltre, per quanto riguarda le complicanze,  utilizzando questa tecnica, le  infezione post-operatorie sembrano essere più rare, così come il rischio di una revisione chirurgica  post-operatoria.

In conclusione, la dacriocistorinostomia endoscopica appare essere un intervento con alto tasso di successo, di basso impatto e con pochi rischi significativi.

 

*Huang J, Malek J, Chin D, Snidvongs K, Wilcsek G, Tumuluri K, Sacks R, Harvey RJ. Systematic review and meta-analysis on outcomes for endoscopic versus external dacryocystorhinostomy. Orbit. 2014 Apr;33(2):81-90.