Bambini, russamento e apnee: qual è la cura migliore?

Il bambino russa la notte, forse si blocca il respiro. L’ansia dei genitori sale. Tuttavia la diagnosi e la cura sono rapide ed efficaci nella stragrande maggioranza dei piccoli pazienti. Negli ultimi anni stanno emergendo maggiori evidenze sulla efficacia e sicurezza delle tecniche mini-invasive per rimuovere le tonsille e le adenoidi.

 

Il russamento e la respirazione orale notturna, talvolta anche diurna,  sono segni tipici dell’ipertrofia adenoidea isolata. Ciononostante in una percentuale variabile dall’1% al 3% della popolazione pediatrica può soffrire anche di forme di apnee ostruttive in sonno. Quadro clinico a volte anche eclatante tale da far spaventare e rendere i genitori del piccolo paziente molto preoccupati. Tuttavia bisogna innanzitutto rassicurare che, salvo concomitanze di patologie genetiche, le apnee non mettono a rischio la vita del bambino ma determinano purtroppo numerosi effetti: dalla irritabilità allo scarso accrescimento, dalla riduzione di capacità di attenzione e apprendimento all’ogivalizzazione del palato duro.  L’età di insorgenza può essere anche precoce intorno ai 2 anni. La diagnosi non è difficile. La valutazione specialistica otorino è essenziale sia per escludere altre problematiche sia per rassicurare i genitori e indirizzare alla indagine strumentale migliore.

Nei bambini piccoli dalla nascita ai 2-4 anni è possibile  eseguire un esame molto semplice  tramite la registrazione di una o più notti della ossigenazione del sangue (pulsiossimetria) . Questo esame permette di ottenere una attendibilità del 97%. Tuttavia qualora l’esame fosse negativo, purtroppo non è possibile escludere totalmente che il bambino non abbia apnee. Pertanto è necessario affidarsi allo specialista per dirimere ogni dubbio e caso mai se il bambino è collaborativo eseguire come in bambini più grandi un monitoraggio cardio-polmonare notturno (polisonnogramma di tipo III).

Ma una volta diagnosticate le apnee, come si cura? L’ipertrofia adeno-tonsillare(tonsille e adenoidi grosse) è la causa del russamento e delle apnee nella stragrande maggioranza dei bambini affetti. L’intervento efficace è l’adenotonsillectomia(asportazione di adenoidi e tonsille). La tecnica tradizionale, tuttavia, è aggravata da varie complicanze più o meno gravi. Tra le più frequenti: il sanguinamento (di solito dopo 5-10 giorni dall’intervento), il dolore e la scarsa alimentazione con rischio di disidratazione.

Nel corso del tempo, molti chirurghi hanno provato ad utilizzare diverse tecniche per abbattere al minimo tali complicanze. Recentemente, la tecnica di adenotonsillectomia intracapsulare con l’uso di microdebrider sembra ottenere eccellenti risultati di efficacia e di sicurezza.

Intervento di adentonsillectomia intracapsulare con microdebrider

Un recente studio* ha analizzato i dati della letteratura scientifica dimostrando che tale tecnica permette di ottenere un alto tasso di successo per la cura delle apnee e del russamento con una contestuale riduzione del rischio di sanguinamento e di disidratazione, del dolore post-operatorio e una significativo anticipato  recupero alla normalità rispetto all’intervento tradizionale.

 

Bibliografia

1. Lee HS, Yoon HY, Jin HJ, Hwang SH. The safety and efficacy of powered intracapsular tonsillectomy in children: A meta-analysis. Laryngoscope. 2017 Oct 25. doi: 10.1002/lary.26886. [Epub ahead of print]

 

 

 

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