Le vertigini possono dipendere da molteplici fattori

Le vertigini sono un sintomo molto fastidioso ed invalidante. L’insorgenza del fenomeno vertiginoso, spesso associato a nausea e vomito, determina in alcuni casi l’impossibilità di svolgere le comuni attività giornaliere. In alcuni casi, a causa dei giramenti di testa e del mal di testa che ad essi si accompagna, può essere necessario il ricovero del paziente. Il disturbo può essere provocato da numerose cause scatenanti, a volte anche banali. In alcuni casi può essere molto difficile identificare quali sono le cause delle vertigini. In ogni caso, occorre non sottovalutare mai la comparsa di questo sintomo in quanto, in certi casi, può rappresentare un segnale della presenza di patologie potenzialmente gravi come la sclerosi multipla, tumori cerebrali, neurinoma del nervo acustico. Per questo motivo, in nessun caso il sintomo deve essere trascurato.

Le vertigini possono essere causate da numerose patologie.

Anche se il medico di famiglia può fornire un valido aiuto nella gestione immediata del problema, ai fini della formulazione di una diagnosi precisa è sempre opportuno rivolgersi ad uno specialista.

Vertigini Centrali e Vertigini Periferiche

Come abbiamo già accennato, le cause della vertigine possono essere numerose. In generale, le vertigini vengono divise in centrali e periferiche.

Le vertigini centrali sono provocate da problemi a carico del sistema nervoso centrale, come ad esempio tumori o patologie neurologiche come la sclerosi multipla. Di solito, ma con numerose eccezioni, queste vertigini non sono scatenate dai movimenti della testa ed hanno una durata più prolungata rispetto alle forme periferiche. Lo specialista più indicato per la cura di questa forma di vertigini è il neurologo.

Le vertigini periferiche hanno origine dal sistema vestibolare, ovvero dalla parte dell’orecchio deputata al controllo dell’equilibrio. Tra le forme più frequenti di vertigine periferica, troviamo la vertigine parossistica posizionale benigna, presente in diverse varianti. Questa forma di vertigine si presenta con attacchi acuti di breve durata che si presentano dopo l’esecuzione di particolari movimenti della testa. In molti casi, i pazienti avvertono il sintomo soprattutto durante i cambi di posizione nel letto. Questo tipo di vertigine può essere risolta dallo specialista mediante l’esecuzioni di particolari manovre del capo (come ad esempio la manovra di Epley), volte a ripristinare il corretto funzionamento del sistema vestibolare. Le manovre cambiano a seconda della variante di vertigine parossistica di cui soffre il paziente. L’unico modo per identificare il tipo di vertigine parossistica di cui soffre il paziente, in modo da poter condurre la manovra corretta, è eseguire un esame vestibolare.

Un altro tipo di vertigine periferica è la labirintite, meglio identificata come neurite vestibolare. Questo tipo di vertigine periferica, scatenata da una infezione del nervo vestibolare, si presenta di solito con una sintomatologia molto spiccata che costringe il paziente a letto per un lungo periodo. In alcuni casi, la neurite vestibolare provoca un permanente deficit di funzionalità del nervo vestibolare colpito. Per fortuna, nella grande maggioranza dei casi, i pazienti, grazie a fenomeni di compenso, recuperano un equilibrio normale. Il problema può essere di maggior rilievo qualora interessi soggetti anziani con scarsa capacità di compenso. In questi ultimi può essere indicata l’esecuzione di particolari esercizi di recupero funzionale denominati riabilitazione vestibolare.

Tra le forme di vertigine periferica citiamo infine quella associata alla Sindrome di Meniere, una patologia cronica caratterizzata dall’associazione di acufeni, vertigini ed ipoacusia.

Un nuovo dispositivo per lo studio delle vertigini

Un nuovo strumento di diagnosi

Video Frenzel
Il nuovo video-Frenzel associato ad ICS Impulse

La maggior parte dei pazienti che si sono sottoposti ad un esame vestibolare teme di dover ripetere la procedura. In particolare, i pazienti hanno il timore di dover ripetere le stimolazioni caloriche con acqua fredda o calda. Nonostante questo tipo di stimolazione sia sempre meno necessaria, sicuramente questa procedura può provocare momentaneo malessere per il paziente.

L’acquisizione da parte di CRO srl del Sistema ICS Impulse di Otometrics, renderà possibile limitare i casi in cui risulterà necessario eseguire la stimolazione calorica. La famosa “acqua nelle orecchie” andrà in pensione? No. Purtroppo esisteranno sempre dei casi in cui la procedura sarà necessaria.

Che cosa è ICS Impulse

ICS Impulse
Un paziente mentre si sta sottoponendo al test.

Ics impulse è un sistema per la valutazione veloce del riflesso vestibolo-oculomotore (VOR).con stimoli ad alta frequenza.

Il sistema utilizza una maschera ultra leggera che, fatta indossare al paziente, permette in pochi minuti di valutare la funzionalità di ogni singolo canale semicircolare dell’orecchio.

Lo strumento, oltre a permettere una più facile e rapida diagnosi, permette di oggettivare i segni del paziente mediante creazione di report e registrazioni video dell’esame condotto dal medico. Questa funzionalità risulta particolarmente utile per seguire il paziente nel suo percorso di cura e per monitorare i miglioramenti ottenuti nella riabilitazione della vertigine cronica.  La creazione di report e la registrazione video dell’esame può essere molto utile anche in ambito medico-legale.

Labirintite e cervicale: mito e realtà

Labirintite: una diagnosi abusata

Nella pratica clinica ci si imbatte spesso in pazienti che credono, naturalmente in buona fede, di essere affetti da labirintite. Questa convinzione nasce dalla tendenza ad attribuire a questa patologia tutti i tipi di instabilità posturale. In realtà la labirintite non è così frequente come si crede e sopratutto, solitamente, si associa a gravi crisi vertiginose che costringono il paziente a letto per molti giorni. Non è inoltre infrequente che si proceda al ricovero dei pazienti affetti da labirintite. In realtà, per fortuna, queste gravi crisi vertiginose non sono così frequenti! Molto più frequenti sono, invece, le vertigini che si sviluppano con i movimenti del capo nello spazio. Questo tipo di vertigine, in genere, niente ha a che vedere con la labirintite.

Una diagnosi spesso abusata

Sarà un problema di Cervicale?

Altra problematica spesso chiamata in causa in caso di sindrome vertiginosa è la famosa “cervicale”.  Scoccia dover affermare ancora una volta che una semplice cervicalgia poco ha a che fare con la comparsa di una sindrome vertiginosa. Casomai succede spesso il contrario! Ovvero che un paziente con sindrome vertiginosa cronica sviluppi un problema a carico della cervicale.

Ma allora queste vertigini da dove originano?

Per rispondere a questa domanda occorre sottoporsi ad un esame vestibolare. Solo in questo modo il medico potrà orientarsi all’interno delle molteplici cause in grado di provocare questo fastidioso disturbo. Nella maggior parte dei casi, quando la vertigine è collegata a variazioni nel posizionamento del capo, avremo a che fare con la cosiddetta Vertigine Parossistica Posizionale Benigna. Ma soltanto l’esame potrà illuminarci sulle cause e sul tipo di terapia da instaurare!