Apnee Notturne: quali sono i rischi?

Una patologia seria e frequente

Sindrome delle Apnee nel sonno

La Sindrome delle Apnee Notturne era una volta considerata patologia misteriosa e poco frequente. Russare è sempre stato considerato una cosa da nascondere. Per fortuna, oggi, questo trend inizia ad essere superato. Il maggior interesse verso questa sindrome deriva senza dubbio dall’inserimento di questa patologia nelle norme per il rinnovo della patente, ma anche da una maggiore consapevolezza dei rischi ad essa collegati.

Numerosi studi evidenziano che la Sindrome delle Apnee nel Sonno (acronimo inglese OSAS) non è affatto infrequente come si credeva. Anche se non esistono dati precisi si stima che addirittura un 15%-20% della popolazione generale possa essere affetta da OSAS. Si tratta quindi di una patologia tutt’altro che rara, comparabile come frequenza a patologie molto diffuse come il diabete e l’ipertensione. Ma si tratta di una patologia altrettanto rischiosa?

Cosa succede durante una apnea notturna

La presenza di un alto numero di apnee notturne è in grado di provocare conseguenze molto serie sulla nostra qualità di vita ma anche importanti e gravi conseguenze sulla nostra salute generale. I criteri per stabilire la gravità della malattia sono numerosi. Tra di essi troviamo l’indice di apnee/ipopnee (AHI). Per sapere di più riguardo questo indice si consiglia di leggere il Post “Cosa significa AHI nel referto di una polisonnografia“.

Vi è mai capitato di passare una notte insonne per il caldo o per il nervosismo? Vi siete sentiti stanchi, tesi e depressi il giorno dopo? Ecco. Immaginate adesso come vi sentireste dopo 6 mesi di deprivazione di sonno. Adesso pensate come vi sentireste dopo 10 anni di deprivazione di sonno, il tempo medio che occorre in Italia per fare una diagnosi di OSAS. Infatti, di questo si tratta: deprivazione di sonno profondo. Nonostante sembri che il paziente affetto da apnee notturne, dorma come un sasso, in realtà egli non raggiunge mai un sonno ristoratore profondo. Dorme ma non riposa. Per non morire soffocato, l’organismo è costretto a continui “micro-risvegli” che rendono quasi inutile il sonno.




I rischi collegati alle apnee notturne

Cosa può provocare a lungo andare una situazione di questo tipo? Quasi tutto. Ormai è chiaro che la Sindrome delle Apnee nel Sonno è una vera e propria malattia infiammatoria generalizzata, in grado di determinare danno su tutto l’organismo. Soffrire di apnee notturne determina un brusco peggioramento della qualità di vita, con sviluppo di sintomi che difficilmente si attribuirebbero ad un problema respiratorio. A tale proposito si leggano i Post “Impotenza maschile, russamento ed apnee notturne“, “Non riesci a dimagrire? Forse soffri di apnee notturne” e “Edema dell’ugola: quali sono le cause“. Oltre al deterioramento della qualità di vita, presente in modo variabile da soggetto a soggetto, esistono rischi scollegati dalla sintomatologia. Tra i rischi maggiori collegati alle forme di OSAS gravi, troviamo il rischio di incorrere in incidenti vascolari quali ictus ed infarto. Gli studi dimostrano che pazienti affetti da Sindrome delle Apnee Notturne di grado medio-grave (AHI >20) hanno un rischio aumentato del 400% di malattie cardio-circolatorie. Questo rischio è presente anche qualora i sintomi siano scarsi o assenti.




Terapia delle apnee notturne

La terapia della sindrome delle apnee notturne è una terapia fortemente personalizzata. Non esiste una terapia standard valida per tutti i soggetti affetti da apnee notturne. A seconda dei risultati della polisonnografia e delle caratteristiche fisiche del paziente, potranno essere necessari trattamenti completamente diversi. A questo proposito si consiglia di leggere i Post “Una moglie elettronica per smettere di russare” e “Una protesi in bocca per smettere di russare“. Potrebbe interessare anche la lettura delle pagine che riguardano la terapia chirurgica delle apnee notturne e la terapia con CPAP.

Soffri di apnee notturne? Scopri di più leggendo “Sindrome delle Apnee Notturne: domande frequenti“.

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