Intervista al Prof. Christos Georgalas

Chi è il professor. Christos Georgalas

Prf Christos Georgalas
Il Prof. Christos Georgalas

Questo mese, nella sezione interviste del nostro Blog, abbiamo il piacere di  ospitare il prof. Christos Georgalas. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente durante il mio periodo formativo presso l’Academic Medical Centre di Amsterdam. La mia visita ad Amsterdam aveva lo scopo di approfondire e perfezionare le mie conoscenze in ambito di chirurgia endoscopica del naso, dei seni paranasali e del basicranio. Insieme a lui ho condiviso molte sedute operatorie e da lui ho ricevuto diverse lezioni che ancora oggi metto in pratica nella mia professione. Il prof. Christos Georgalas si è laureato con lode presso l’Università di Atene dopodiché si è trasferito a Londra per specializzarsi in Otorinolaringoiatria. Al termine del periodo formativo londinese si è trasferito presso l’ Academic Medical Centre di Amsterdam ove ha lavorato dal 2007 fino al 2015. In tal periodo ha creato e diretto il Centro di Chirurgia Endoscopica del Basi Cranio (ESA, www.endoskull.nl). E’ autore di più di 100 pubblicazioni su riviste internazionali. Inoltre, è autore del manuale “Rinologia e Chirurgia del Basicranio”. Segretario della Società Ellenica di Rinologia e membro fondatore e segretario generale  della Società Ellenica dell’Oncologia Testa-Collo. Attualmente lavora ad Atene presso l’ospedale Hygeia ove dirige il Centro per la Chirurgia Endoscopica del Basicranio e lavora anche per il Centro del Basicranio dell’Università di Leiden nei Paesi Bassi.

L’intervista

Inghilterra
L’Inghilterra ha un sistema sanitario molto particolare.

Buongiorno prof,  la sua carriera inizia nel Regno Unito, in particolare a Londra. Qual è la cosa che ha apprezzato di più del sistema nazionale britannico che non è comparabile agli altri paesi europei?

Personalmente ritengo che il sistema britannico abbia di speciale l’egualitarismo e la possibilità a qualsiasi cittadino di poter accedere così come l’etica e l’orgoglio delle persone che lavorano in questo sistema. Esso è venerato dagli Inglesi come una nobile istituzione anche di più della stessa monarchia o della Chiesa. Nessun governo avrebbe il coraggio di smantellarlo. Tuttavia, ha sofferto di una mancanza cronica di finanziamenti come  si dimostra,in molte aree.

 

Studiare
Studiare in Inghilterra? Sì o no

Come considera il programma di formazione nel Regno Unito? Vale la pena provare un’esperienza del Regno Unito?

Penso che il programma di formazione nel Regno Unito sia il più esauriente, competitivo ma anche il più completo di tutti i sistemi europei, tuttavia, ci vuole molto tempo per completarlo e a volte può sembrare confusionario.

 

Naso
Il naso, un organo spesso bistrattato

Un’altra parte della sua vita professionale è stata spesa presso l’Academic Medical Centre di Amsterdam, una delle istituzioni più rinomate al mondo per la chirurgia nasale endoscopica. Perché ha deciso di interessarsi di rinologia e in particolare della chirurgia endoscopica nasale?

Penso che la chirurgia endoscopica  dei seni paradossali e in particolare la chirurgia endoscopica della Base del Cranio abbia mostrato alcuni sviluppi straordinari negli ultimi decenni ed è stata in prima linea nelle evoluzioni/rivoluzioni in otorinolaringoiatria. Sono stato felice di collaborare con un neurochirurgo molto dedicato, il dott. Wouter van Furth, e di condividere insieme a lui la curva di apprendimento.

Team
Coordinare un team è molto difficile.

Non solo malattie infiammatorie ma anche tumori. Ha avuto difficoltà nell’organizzare il centro per il trattamento dei tumori della base del cranio? In che modo altri colleghi specializzati hanno accettato la modalità chirurgica endoscopica?

Non è stato facile. Il coordinamento tra diverse specialità, con priorità diverse, diverse mentalità e modi di pensare non è sicuramente immediato. Ancora una volta, lavorando sin dall’inizio con i neurochirurghi e coinvolgendo in anticipo tutte le altre specialità, dando valore alle loro opinioni, siamo riusciti a trovare un punto di intesa. Questo ha aiutato molto nella organizzazione e gestione delle attività.

 

Robot
Il robot potrà aiutare l’uomo anche in questo ambito?

Qual è la sua prospettiva dell’applicazione della chirurgia nasale endoscopica nel prossimo futuro? Esiste spazio di applicazione per la chirurgia robotica?

 

L’uso della tecnologia robotica sembra certamente il prossimo passo . Tuttavia, per il momento, ci sono limitazioni relative alle dimensioni e ai sistemi ottici degli attuali sistemi robotici. Ciò che è richiesto sono lo sviluppo di robot con bracci più piccoli (meno di 1 cm – idealmente meno di 5mm) e forse braccia flessibili che possono entrare nelle cavità nasali anche le più ristrette.

 

Grecia
La Grecia e le sue meraviglie.

Alla fine, è tornato a vivere nel suo paese (Grecia) e nella sua città (Atene). Com’è stata la sua impressione dopo molti anni vissuti all’estero? Cosa c’è di diverso nelle tue attività quotidiane (famiglia, lavoro ecc …)?

Uso sempre la metafora “è come aprire le finestre in un giorno luminoso”. Sono stato via per 16 anni, ho “perso” la mia famiglia, i miei amici, la luce e gli odori della Grecia. Esistono molti problemi data l’attuale situazione socioeconomica e politica in Grecia, tuttavia, non vi è sensazione più meravigliosa di quando si torna a casa propria. Più tempo per la famiglia, una cultura mediterranea che valorizza le relazioni e il contatto umano più del lavoro (nel bene e nel male) e un clima che invita a godersi la vita ogni giorno dell’anno.

 

Fotografia
Uno scatto del Professor Georgalas prelevato dal suo sito.

Un altro suo interesse è la fotografia. E’ vero che è un fotografo del National Geographic? Quali sono i suoi soggetti preferiti? Cosa le piace mostrare?

Sono solo un fotografo dilettante ma ho vinto un premio del National Geographic per alcuni scatti. Mi piace la fotografia di strada e soprattutto fotografare le persone e ciò che mi sta intorno. Per più di 30 anni è stato un modo di comprendere il mondo e il mio posto in esso . Per chiunque sia più interessato, christosg.org è il mio alter ego, il fotografo.

 

Grazie prof. Spero di rivederla presto

Intervista al Professor Alberto Deganello

Nasce la sezione Interviste

Ho il piacere di inaugurare la sezione interviste del nostro Blog scambiando quattro chiacchiere con un carissimo amico e collega: Alberto Deganello. Dal 01 giugno 2017 Alberto ricopre il ruolo di Professore Associato in Otorinolaringoiatria, presso il Dipartimento di Specialità Medico-chirurgiche Scienze Radiologiche e Sanità Pubblica dell’Università di Brescia. Ho avuto il piacere di conoscere Alberto durante la sua precedente esperienza lavorativa presso l’università di Firenze, Arrivò a Firenze sul termine della mia specializzazione e tra noi nacque subito una bella amicizia che, nonostante l’odierna distanza, sopravvive anche oggi. Per questo ed altri mille motivi, mi fa un po’ strano chiamare Alberto Professore,… anche se mai titolo fu tanto meritato. Ma lo farò… e gli darò anche del lei, come conviene in queste occasioni!

L’intervista

Il Professor Alberto Deganello.

Buongiorno Prof Deganello, inizierò dalla più classica delle domande. Come ha deciso di intraprendere la carriera del Chirurgo Testa-Collo?

Nel 1994, durante il mio anno di Erasmus in Spagna, mi sono innamorato della chirurgia grazie alle esercitazioni in sala operatoria,. Una volta tornato a Padova ho avuto la fortuna di poter sviluppare la tesi di laurea sotto la guida del dott. Surendra Narne, pioniere della chirurgia endoscopica delle vie aero-digestive. Da qui il passo decisivo è stato quando da specializzando ORL dell’Università di Padova ho frequentato per tre mesi la clinica ORL dell’Università VU di Amsterdam e ho potuto assistere sbalordito ad interventi complessi demolitivi e ricostruttivi che non avevo mai visto prima. Affascinato da tanta maestria ho chiesto loro se sarebbe stato possibile per me imparare le stesse cose. Il prof. Snow è rimasto incuriosito e un po’ spiazzato dalla mia richiesta, ma non mi ha risposto di no. Così, rientrato a Padova, ho iniziato immediatamente a studiare l’olandese e dopo qualche mese sono ritornato ad Amsterdam per un colloquio con lo stesso prof. Snow il prof. Mahieu ed il prof. Leemans. Ho avuto il si che tanto desideravo, e, una volta terminata la specializzazione a Padova, ho completato una fellowship in chirurgia oncologica testa collo presso l’Università VU di Amsterdam, dove complessivamente ho lavorato per quasi tre anni.

 La sua formazione si è svolta in Italia ma anche e soprattutto all’estero ed in particolare in Olanda. Che differenze hai riscontrato nell’offerta formativa estera rispetto a quella che viene offerta ai giovani chirurghi in Italia?

In Italia vige una gerontocrazia chirurgica, si inizia ad operare troppo avanti negli anni e i giovani chirurghi perdono entusiasmo perché la gelosia professionale ostacola la trasmissione delle abilità tecniche alle nuove generazioni, rallentando il progresso collettivo. In Olanda tutto ciò non esiste, se sei bravo vai avanti, punto e basta.

Professore lei si occupa in primo luogo di oncologia del distretto testa-collo, una chirurgia spesso fortemente traumatica per il paziente. Un altro dei suoi maggiori interessi, tuttavia, è quello delle ricostruzioni chirurgiche complesse. Quali sono i vantaggi offerti al paziente da queste tecniche di ricostruzione sempre più avanzate?

 La chirurgia ricostruttiva permette di eseguire asportazioni anche complesse garantendo un’accettabile ripristino della forma e delle funzioni. Ovviamente, parlando di chirurgia oncologica in un distretto così delicato, un prezzo in termini estetici e funzionali dovrà sempre essere pagato dal paziente.È importante tuttavia proporre al singolo paziente la tecnica ricostruttiva più adatta alla sua situazione, perché non sempre è detto che questa debba necessariamente essere la più complessa.

Secondo lei quale sarà il futuro prossimo delle tecniche ricostruttive? E’ ipotizzabile, in futuro, pensare a ricostruzioni con lembi in grado di riprodurre una sensazione tattile e propriocettiva per il paziente? Prospettiva reale o fantascienza?

Attualmente la tecnica ricostruttiva più avanzata è rappresentata dalla trasposizione di lembi liberi micro-vascolari. Tuttavia, in un futuro molto prossimo, vi sarà la possibilità di utilizzare substrati ingegnerizzati tridimensionali creati con stampanti 3D che verranno colonizzati da cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo del paziente. Per esempio ciò permetterà di eseguire delle ricostruzioni ossee dopo resezione della mandibola o del mascellare senza prelevare lembi ossei micro-vascolari dal paziente (fibula, scapola, cresta iliaca etc., come avviene ora) ma stampando la porzione da ricostruire sulla base delle informazioni ottenute dalla TC e RM pre-operatoria. Un nostro giovane brillante specializzando, inizierà a breve un progetto di ricerca in questa direzione in collaborazione con l’Università di Toronto. Per quanto riguarda la re-innervazione, questa rappresenta ancora una sfida aperta per la medicina, se riuscissimo a re-innervare in maniera efficace non esisterebbero persone paralizzate e, per esempio, sarebbe possibile eseguire un trapianto di laringe funzionante. La ricerca nell’ambito delle nanotecnologie lavora anche alla messa a punto di nano strutture che guidino il singolo assone interrotto a ritrovare più efficacemente il suo gemello evitando un ri-accoppiamento disordinato, promuovendo così una re-innervazione corretta efficace e ordinata. Tutto ciò purtroppo è ancora molto in là da venire.

A suo giudizio, quale sarà il futuro della chirurgia? La chirurgia robotica? La chirurgia verrà soppiantata dai trattamenti radio-terapici?

Questa è una domanda molto difficile. A mio modo di vedere l’evoluzione più affascinante sta probabilmente nell’ambito dell’oncologia medica, dove la chemioterapia tradizionale viene già attualmente integrata con farmaci biologici e soprattutto con terapie immunitarie che certamente rappresentano il futuro più promettente nell’ambito delle terapie antitumorali. L’evoluzione della chirurgia e della radioterapia seguono gli stessi principi, raggiungere la maggiore efficacia possibile minimizzando gli effetti collaterali. In chirurgia questo avviene grazie alle nuove strumentazioni (endoscopiche, robotiche, laser, microscopiche e di realtà aumentata, etc.) che permettono approcci mininvasivi. Allo stesso modo, per la radioterapia, gli sforzi sono tesi ad ottenere una sempre maggiore precisione nella somministrazione degli agenti ionizzanti (tomoterapia, stereotassi, gamma knife, adroterapia, etc.) per garantire un rispetto maggiore delle strutture sane. L’obbiettivo è curare il paziente con il minimo rovescio della medaglia, offrire al paziente la soluzione migliore fra quelle a disposizione, non competere con i colleghi di diverse discipline ma lavorare in modo sinergico. Ecco perché le decisioni terapeutiche devono sempre essere prese in ambito multidisciplinare.

Ai tempi in cui lavoravamo insieme a Firenze ti sei occupato anche di protesi fonatorie, una entità prima quasi sconosciuta in Toscana. Cosa pensi di questa possibilità riabilitativa da offrire ai pazienti laringectomizzati totali?

 La protesi fonatoria, nel mondo, è ormai una metodica riabilitativa consolidata, i suoi vantaggi la sua efficacia e l’altissimo grado di soddisfazione da parte dei pazienti non sono più messi in discussione.

La mortalità per molte tipologie di tumori è diminuita negli ultimi 10 anni. Questo non si è verificato (pare) per i tumori della laringe. Quale potrebbe essere il motivo? Forse la ricerca di una chirurgia fin troppo conservativa? Provocatoriamente: meglio vivere senza voce che non vivere affatto?

 Nel tentativo di evitare la mutilazione che consegue all’intervento di laringectomia totale sono stati messi a punto in passato dei protocolli di radio-chemioterapia per la preservazione d’organo. Forse sull’onda dell’entusiasmo iniziale l’utilizzo dei protocolli non chirurgici è stato eccessivo, oggi infatti è aumentata l’attenzione a riguardo proprio dopo aver registrato un peggioramento della mortalità. Nel cancro della laringe abbiamo a disposizione molteplici opzioni terapeutiche che vanno dalla resezione endoscopica laser, alla radioterapia, alla chirurgia parziale, alla laringectomia totale o alla radio-chemioterapia; ritengo che l’accurata selezione sia la chiave del successo, ovvero saper indicare al singolo paziente qual è la cura migliore per il suo specifico tumore.

Come abbiamo già accennato, si è recentemente trasferito a lavorare a Brescia. Come procede la sua nuova esperienza lavorativa? 

Procede ottimamente, ho la fortuna di lavorare in una struttura di assoluta eccellenza, in un ambiente stimolante e con ampio respiro internazionale dove posso sviluppare gli ambiti di ricerca a me cari e continuare nell’innovazione chirurgica. A breve acquisteremo un robot flessibile di nuova generazione.

Anche io ho avuto, nel mio piccolo, una formazione universitaria ed addirittura (quasi per caso) siamo stati compagni di dottorato. Quale crede che dovrebbe essere la Mission del professore universitario moderno?

Penso si debba investire sui nuovi talenti che frequentano le nostre università e le scuole di specializzazione, il professore non deve solo insegnare ma deve anche saper ispirare, motivare, fare gruppo, creare entusiasmo e voglia di migliorare. Avere la possibilità di stare a contatto con i giovani in formazione è ed è sempre stato uno degli aspetti più gratificanti del mio lavoro.

Lasciando da parte l’aspetto professionale per un attimo proviamo a fare un po’ di luce sulla sua vita privata. Non tutti sanno che lei è un grande appassionato di Rugby (e… ahimè per me fiorentino, di Juventus). Ha altri hobby?

Sicuramente la musica, ho sempre cantato e strimpellato in vari gruppi rock e ancora oggi se mi capita di fare una jam session fra amici è sempre emozionante.

Lei ha una famiglia numerosa con degli splendidi figli ed una moglie meravigliosa (Chiara). Ha intenzione di mettere su una squadra di Rugby?

Per ora il Signore ci ha dato quattro figli meravigliosi, vedremo…

Per contattare il professor Deganello è possibile visitare la pagina www.otorinobrescia.it