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Ipoacusie infantili

Le ipoacusie infantili gravi, per fortuna, non sono frequenti. Infatti solo un bambino su 1000 nati presenta un deficit uditivo severo. Tuttavia esistono numerose forme di ipoacusia non grave che possono comunque condizionare lo sviluppo linguistico, psichico e sociale del bambino. Queste ipoacusie “minori” vengono spesso sottovalutate o non diagnosticate. In realtà, la diagnosi di queste forme “non gravi” non è affatto semplice e necessita di grande collaborazione da parte di pediatri e genitori.

Le ipoacusie trasmissive

Le forme di gran lunga più frequenti di ipoacusia nel bambino sono le trasmissive, ovvero quelle collegate ad un problema nel sistema di trasmissione dell’orecchio. La causa principali di questo tipo di calo dell’udito è la presenza di catarro nella cassa timpanica. Questa condizione è provocata dall’incapacità da parte del bambino di eliminare le secrezioni nasali soffiandosi il naso. Oltre a questo, particolari condizioni anatomiche predispongono il bambino a questo tipo di problema. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare le orecchie del bambino possono essere completamente piene di catarro anche in assenza di dolore. Questo quadro clinico viene definito otite media effusiva.  La diagnosi di questo tipo di problema è possibile solo dopo esecuzione di un esame audiometrico infantile e di un esame impedenzometrico.  La sola osservazione clinica dell’orecchio spesso non è in grado di rilevare questo problema. La presenza di una ipoacusia trasmissiva di lunga durata, anche se di lieve entità, potrebbe essere in grado, in alcuni bambini più fragili, di determinare disturbi di apprendimento, problemi linguistici e difficoltà scolastiche.

Le ipoacusia progressive infantili

Altro elemento meno noto alla popolazione generale è l’esistenza di ipoacusie che si sviluppano durante i primi anni di vita del bambino. Questo tipo di ipoacusia è spesso collegata alla presenza di una sindrome genetica e non è collegata alla presenza di catarro nella cassa timpanica. Questi sono bambini che sentono perfettamente alla nascita per poi perdere la capacità uditiva in età prescolare o scolare.  Spesso l’ipoacusia in questi bambini viene diagnosticata intorno ai 10 anni di età e la protesizzazione avviene intorno ai 12 anni.

Il Protocollo della Regione Toscana

Proprio per facilitare anche la diagnosi di queste forme “non gravi”, da circa 10 anni la Regione Toscana ha istituito un protocollo di diagnosi dell’ipoacusia infantile. Questo protocollo prevede controlli serrati nei primi anni di vita per i pazienti “dubbi” e controlli meno serrati per tutti gli altri pazienti. In generale è da considerarsi opportuno controllare lo stato uditivo del proprio bambino ogni 6-8 mesi fino alla pubertà.

Pubblicato da

Gianni Gitti

Specialista in Otorinolaringoiatria, Medicina del Sonno e Medicina Estetica

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