La Rivista I CARE chiude i battenti

Progresso e Regresso

Scopro oggi da mio padre che la rivista “I Care” chiude. Me lo aveva anticipato qualche mese fa ma, tra le mille cose a cui si deve pensare ogni giorno, non avevo colto la notizia. Chiude una parte di Storia del CRO di Firenze. Una rivista che per molti anni ha rappresentato un piccolo punto di riferimento nella sfera della fisiopatologia della comunicazione. Una creatura voluta, cresciuta e resa importante solo ad opera di mio padre e dei molti autori che hanno voluto contribuire. Del resto, chiudono riviste con tiratura molto più ampia di I Care. Semplicemente perché oggi nessuno legge più su carta. Come dice giustamente mio padre nel saluto ai lettori basta digitare qualcosa su Google e si trova tutto.  Una verità che racchiude i semi buoni del progresso ma anche l’amara gramigna di un mondo che non esiste più. Molti di noi hanno studiato su libri di carta, letto riviste di musica girando le pagine una ad una, nel sottile bagliore della luce a incandescenza. Oggi siamo nell’era del LED, delle riviste impattate e dei link su schermo. La conoscenza aumenta a dismisura ma chi ci ridarà l’odore delle pagine di carta tenute tra i polpastrelli? Il sorseggiare un caffè o un thè mentre si sfoglia una rivista di cucina o fisiopatologia della comunicazione?

Il vecchio fascino del libro
Una fine annunciata

Una fine annunciata per via del cambiare dei tempi ma anche per la mancanza volontà di raccogliere il testimone da mio padre.  Una mancanza di volontà che deriva dai miei diversi interessi, dal poco tempo a disposizione ma soprattutto dalla constatazione che non sarò mai in grado di dedicare alla rivista tutto il tempo e tutta la passione che le ha dedicato in questi anni mio padre.  Proprio perché io sono nato leggendo Topolino ma ho condotto gran parte dei miei studi su schermi a led e cercando riferimenti bibliografici su Pubmed. Faccio parte di quella generazione “ibrida” che rimpiange la carta ma non compra più un libro da oltre 15 anni. Scrivo questo post per rendere merito a mio padre per questa sua creatura, sicuro che essa vada a riposo avendo fornito un buon servizio e non per demerito. Semplicemente il mondo è cambiato ed I Care fa parte del vecchio mondo che rimpiangerò. Non ho dubbi che senza l’avvento di internet avrebbe continuato a raccogliere le opinioni dei più validi autori del settore.

Pubblicato da

Gianni Gitti

Specialista in Otorinolaringoiatria, Medicina del Sonno e Medicina Estetica

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Francesco Mortillaro

Sono un logopedista cresciuto. di vecchia data cresciuto professionalmente con Icare di cui sentirci la mancanza come qualcosa di familiare che finisce, alla luce di tante eccellenze artigiane che sono costrette a chiudere per la. società che cambia e diventa sempre meno umana è più tecnologica,ma il sentimento rimane ed è triste rendersi conto che anche la vostra rivista sparisce:Grazie per il vostro impegno e lavoro.