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Studiamo la voce per curarla meglio

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Utilità dell’analisi elettroacustica per il trattamento logopedico delle disfonie

E’ con grande soddisfazione che posso annunciare che tutti i pazienti che, da ora in poi, eseguiranno un trattamento logopedico per disfonia presso il CRO di Firenze verranno sottoposti ad analisi elettroacustica della voce. Nel corso del primo incontro,  l’emissione vocale del paziente verrà immagazzinata in un database ed analizzata mediante un software che ne identifica i parametri fondamentali.  I risultati dell’analisi permetteranno alle nostre logopediste di programmare un percorso riabilitativo personalizzato per il paziente.  L’analisi digitale della voce a fine trattamento permetterà anche di quantificare i risultati ottenuti.

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Un esempio di analisi elettroacustica della voce
Parametri forniti dall’analisi vocale

L’acquisizione del segnale vocale verrà eseguita mediante un microfono professionale in ambiente insonorizzato e permetterà di evidenziare i seguenti parametri fondamentali:

  • Frequenza Fondamentale: Rappresenta la frequenza oscillatoria delle corde vocali espressa in Hz.  Questo parametro dipende in modo inverso da lunghezza, masse e tensione delle corde vocali. Le corde vocali degli adulti sono più lunghe e grosse rispetto a quelle dei bambini e quindi presentano una F0 più bassa. Per lo stesso motivo le corde vocali maschili determinano una F0 inferiore nell’uomo rispetto alla donna. Una F0 troppo alta può derivare dalla presenza di corde vocali troppo corte o di massa troppo ridotta come ad esempio nel caso di malformazioni laringee o deficit ormonali. Una F0 troppo bassa può presentarsi in caso di aumento della massa cordale (ad esempio edema, degenerazione polipoide, esposizione agli androgeni nelle donne) o in caso di riduzione della tensione (neuropatia, ridotta funzione del crico-tiroideo). La frequenza fondamentale deve essere preferibilmente valutata durante la lettura di un testo non emozionale. I parametri standard di F0 sono 220-240 in maschi e femmine pre-pubere; 100-120 in maschi adulti, 200-220 in femmine adulte. La differenza tra maschi e femmine tende a diminuire dopo i 60 anni poiché la frequenza fondamentale delle donne diminuisce e quella degli uomini aumenta.




  • Intensità: L’intensità vocale (definibile anche come energia) dipende dalla pressione sotto-glottica e dall’ampiezza vibrazionale delle corde vocali. L’aumento dell’intensità vocale si traduce in incremento dell’ampiezza delle vibrazioni cordali ed in aumento dell’escursione mucosa. L’aumento dell’intensità vocale in situazioni normali può essere correlato alla presenza di una ipoacusia. Un’intensità ridotta può essere provocata da patologie polmonari (ad esempio BPCO) oppure da patologie glottiche in grado di ridurre la vibratilità delle corde vocali (ad esempio insufficienza glottica). L’intensità vocale è solitamente di 2 dB inferiore nei bambini e nel maschio rispetto alla femmina.
  • Spettrografia e misure spettrali: Si tratta di una tecnica che permette di studiare sia la sorgente glottica che l’articolazione sopraglottica. Si ottiene mediante l’applicazione del teorema di Fourier che trasforma l’onda sonora. Il grafico che si ottiene presenta la frequenza sull’asse verticale, il tempo sull’asse orizzontale e l’intensità evidenziata in scuro. Lo spettrogramma può essere visualizzato “a finestra lunga” o “a finestra corta” in base ai diversi filtri di acquisizione. In una voce eufonica le formanti (F) sono lineari e chiaramente evidenziabili mentre in una voce disfonica sono possibili addirittura delle biforcazioni nelle formanti. Lo spettro a lungo periodo offre informazioni su letture prolungate.
  • Perturbazione: Per perturbazione s’intende una variazione ciclica in F0. Per Jitter si intende la presenza di una variazione di frequenza da un ciclo all’altro, per Shimmer si intende una variazione di ampiezza. La presenza di una perturbazione non eccessiva deve essere considerata fisiologica; variazioni eccessive sottendono la presenza di una patologia. La presenza di perturbazioni deve far pensare a irregolarità nella vibrazione cordale, non per forza legate ad una patologia organica. Il dato HNR (Harmonic to noise ratio) è un parametro utile a valutare il grado di raucedine del paziente.
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