Quando mettere l’apparecchio acustico

Hai problemi di udito ma non ti decidi a mettere un apparecchio acustico? Hai una amica che ha messo l’apparecchio ma non ha risolto il suo problema di ipoacusia? In giro si sentono e si leggono molte opinioni contraddittorie. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Apparecchio acustico
Un apparecchio acustico di recente fabbricazione.
Un modello di apparecchio acustico disponibile sul mercato.

Cosa sono gli apparecchi acustici

Gli apparecchi acustici sono degli amplificatori sonori miniaturizzati, in grado di aiutare i paziente affetti da ipoacusia. In pratica, sono il corrispettivo degli occhiali da vista. Già da questa affermazione, è facile comprendere che gli apparecchi acustici non curano un problema di udito. Così come gli occhiali non rendono la vista, gli apparecchi non rendono l’udito. Questi dispositivi permettono, semplicemente di sentire e di vedere meglio nel momento in cui vengono utilizzati.

I primi apparecchi acustici altro non erano che dei corni da appoggiare sull’orecchio per raccogliere il suono. Erano del tutto sprovviste di amplificazione. Successivamente queste protesi vennero dotati di un sistema di amplificazione analogico, in grado di amplificare in modo lineare tutti i suoni che raggiungevano l’orecchio, indipendentemente dalla loro frequenza e dalla loro intensità. Con il progresso della tecnologia e con la sempre maggior miniaturizzazione dei dispositivi, è stato possibile digitalizzare le protesi. Le protesi digitali permettono di amplificare soltanto le frequenze compromesse dal calo uditivo, risultando nella maggior parte dei casi, preferibili rispetto alle protesi analogiche.

Indicazioni alle protesi acustiche

Le protesi acustiche sono indicate per le forme di ipoacusia percettiva, ovvero per le forme di ipoacusia non suscettibili di alcun intervento terapeutico (se non, al limite, l’impianto cocleare). Occorre, poi, distinguere tra pazienti adulti e bambini.

Protesi acustiche nei bambini

Per i bambini con ipoacusia grave o profonda bilaterale, è fondamentale che le protesi acustiche vengano messe il prima possibile. Sarebbe auspicabile iniziare ad utilizzare le protesi subito dopo la diagnosi di ipoacusia. Le protesi, infatti, permettono a questi pazienti, nella maggior parte dei casi, di sviluppare un linguaggio soddisfacente. Nei pazienti che non riescono a sviluppare il linguaggio può essere valutato l’intervento di impianto cocleare. In caso di bambini con forme di ipoacusia meno severa, la protesizzazione deve essere valutata caso per caso. Nelle forme lievi la l’intervento protesico è indicato soprattutto se esistono problemi di sviluppo linguistico o patologie neuropsichiatriche associate.

Protesi acustiche negli adulti

Per quanto riguarda gli adulti, è fondamentale non sbagliare il momento in cui proporre una protesi acustica. Infatti, nel caso si proponga troppo precocemente il paziente risulterà insoddisfatto. Sarebbe come proporre di mettere degli occhiali +1 ad un paziente che ha soltanto un affaticamento visivo da stress. Il paziente non avrebbe maggior confort dall’utilizzo delle protesi ma solo svantaggi. E’ altrettanto importante, tuttavia, non ritardare troppo l’utilizzo delle protesi. E’ dimostrato, infatti, che la mancata protesizzazione nel paziente anziano, accelera in modo importante il deterioramento cognitivo. Oltre a questo, mettere protesi acustiche a pazienti gravemente ipoacusici e molto anziani, risulta spesso difficoltoso o addirittura impossibile. A tal proposito si legga anche il Post “L’ipoacusia nell’anziano: come affrontarla“.

Per quanto sopra affermato, nonostante ogni caso debba essere valutato a parte, ritengo che si possa iniziare a pensare di mettere una protesi acustica quando si rileva un calo sulle frequenze 500, 1000 e 2000 Hz di almeno 40 dB. Il calo dovrebbe essere presente su entrambe le orecchie. Le frequenze che ho menzionato sono, infatti, le più importanti per comprendere in modo adeguato la voce di conversazione.

Pubblicato da

Gianni Gitti

Specialista in Otorinolaringoiatria, Medicina del Sonno e Medicina Estetica

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