Cause,diagnosi e terapia.

La toxoplasmosi è una malattia infettiva provocata dall'agente patogeno Toxoplasma Gondii, un parassita intrecellulare obbligato: con questo termine ci si riferisce ad un organismo che per vivere deve parassitare le cellule di un organismo ospite, facendone la "propria dimora". Il parassita, identificato da Nicolle e Manceaux nel 1900, è in grado di infettare l'uomo, numerosi mammiferi e varie specie di uccelli. Si tratta di un organismo diffuso in tutto il mondo, ad eccezione che in Antartide. Si calcola che il parassita infetti circa 1/3 della popolazione mondiale ma soltanto in rari casi l'infezione produce una sintomatologia degna di nota: in particolare, l'infezione da toxoplasma può risultare particolarmente pericolosa se contratta nel periodo fetale/neonatale o in corso di immunodeficienza (come, ad esempio, nei soggetti affetti da HIV).

L'ospite prediletto del Toxoplasma Gondii è rappresentato dal gatto, il quale solitamente si infetta mangiando cibo infetto, uccelli selvatici o topi ammalati. All'interno del tratto gastro-intestinale del gatto, il parassita si replica in modo esponenziale tanto che il felino è in grado di espellere con le feci milioni di uova di toxoplasma ogni giorno per 1-3 settimane. Queste uova, in ambiente umido, possono sopravvivere anche per un anno. Il contagio si trasmette all'uomo mediante l'ingestione di uova di toxoplasma causata dal mancato rispetto delle norme igieniche comuni (mancato lavaggio delle mani prima di mangiare ecc) o dall'ingestione di carne infetta non cotta bene. Ci teniamo a deprecare l'usanza sempre più diffusa di abbandonare i gatti domestici in caso di gravidanza in quanto un gatto pulito e vaccinato, nel rispetto delle basilari norme igieniche, non mette a rischio di infezione la donna più di quanto non possa accadere in una casa in cui non siano presenti animali domestici.

    Come già accennato, la sintomatologia dell'infezione da Toxoplasma varia molto a seconda delle caratteristiche del soggetto che la subisce.
    In un soggetto in buono stato di salute, immunocompetente, nel 90% dei casi l'infezione decorre asintomatica. Nel caso in cui l'infezione si renda evidente, invece, i sintomi più frequenti sono rappresentati da:
    Febbre, malessere generale, sudorazione notturna, dolori muscolari
    Mal di gola
    Retinocondrite oculare (potenzialmente molto grave)
    Nei pazienti affetti da AIDS la sitomatologia può essere molto severa (potenzialmente mortale) e caratterizzata da:
    Attacchi epilettici, vertigine, stato mentale alterato, cefalea, deficit neurologici focali
    Encefalite e meningo-encefalite
    Emiparesi
    Miocardite e polmonite
L'infezione da Toxoplasma, se contratta nel periodo fetale (prima di nascere) o neonatale, può essere responsabile di problemi seri. Durante la gravidanza, una madre che si infetta può trasmettere l'infezione al figlio attraverso la placenta: se la madre si infetta durante il primo trimestre di gravidanza la probabilità che l'infezione venga trasmessa al figlio, in assenza di trattamento, è di circa il 15% e la toxoplasmosi fetale risulta, nel caso, particolarmente grave. Se la madre si infetta nel terzo trimestre di gravidanza la probabilità di infettare il figlio aumenta (60%) ma l'infezione fetale che ne deriva è solitamente molto meno grave o addiruttura non sintomatica. L'infezione fetale è in grado, nei casi gravi, di provocare encefalomielite: nel 10% dei casi l'infezione provoca l'aborto; nel 20% l'infezione è in grado di provocare nel bambino sordità anche grave.

E' stato recentemente chiarito il ruolo dell'infezione da toxoplasma nella genesi di alcuni disturbi mentali quali la schizofrenia ed altri gradi disturbi psichiatrici: questo potrebbe essere dovuto ad una interferenza sui meccanismi di azione di dopamina e altri neurotrasmettitori.

Ladiagnosi si basa essenzialmente sulla ricerca delle immunoglobuline Anti-Toxoplasma:il titolo IgM si innalza nella prima settimana dall'infezione per tornare alla normalità entro pochi mesi; il titolo IgG si innalza dopo 6-8 settimane e rimane elevato anche per più di un anno.

In caso di pazienti asintomatici di età superiore ai 5 anni, non si è solito assegnare alcuna terapia. Nei soggetti immunodeficienti o nei casi gravemente sintomatici si può adottare l'utilizzo di una terapia soppressiva sul toxoplasma.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti