Nodulo tiroideo: la diagnosi è fondamentale.

I noduli solitari della tiroide sono entità cliniche abbastanza frequenti nella popolazione generale, soprattutto nelle donne over 40 (6 volte di più rispetto che nei maschi): la maggior parte di questi noduli sono del tutto benigni ma purtroppo nel 5-20% dei casi si ha a che fare con vere e proprie neoplasie maligne. La diagnosi differenziale di questi noduli può avvenire solo mediante un attento studio multidisciplinare della lesione che si avvalga della collaborazione di otorinolaringoiatra, endocrinologo e radiologo.

    Il primo step per la diagnosi di una patologia tiroidea si basa sull'esecuzione di una visita otorinolaringoiatrica corredata da una attenta palpazione dell'organo.
    Sarà poi cruciale, nei casi in cui si sospetti la presenza di una patologia tiroidea, associare alla visita una ecografia del collo per lo studio dell'anatomia "impalpabile" della ghiandola.
    Qualora l'ecografia evidenzi la presenza di un caso dubbio sarà necessario, per una diagnosi di certezza, eseguire un ago-aspirato della lesione, ovvero una piccola biopsia eseguita con una siringa sotto guida ecografica.

Tra le patologie benigne della tiroide che possono determinare l'insorgenza di un nodulo troviamo:

    1-ADENOMA TIROIDEO
    L'adenoma tiroideo è una patologia benigna che solitamente viene classificato come follicolare o papillare. La forma follicolare è la più frequente ed origina da una proliferazione dell'epitelio follicolare della ghiandola. Si tratta solitamente di tumori ben capsulati e ben distinti rispetto al tessuto normale circostante. Esistono diverse varianti istologiche: microfollicolare, macrofollicolare, atipico e ossifilo. Il microfollicolare è la forma meno invasiva poichè non ha nessuna possibilità di microinvasione del tessuto normale circostante; per le altre forme questa evenienza è rara ma possibile.
    2-NODULO IPERPLASTICO
    I noduli iperplastici possono essere distinti da un gozzo semplice per la presenza di alcune caratteristiche istopatologiche (eccessiva cellularità, formazione di acini, vacuoli marginali).
    3-CISTI DELLA TIROIDE
    Le cisti tiroidee rappresentano il 15-25% dei casi di noduli tiroidei solitari e di solito vengono diagnosticae dopo l'aspirazione di fluido dal nodulo solitario. Queste lesioni sono solitamente originate dalla degenerazione del tessuto tiroideo normale, da emorragie o traumi; in alcuni casi possono essere originate da carcinomi o adenomi follicolari occulti. Purtroppo alcuni studi hanno evidenziato che lesioni apparentemente del tutto benigne si sono rivelate poi maligne dopo esame istologico: per questo motivo alcuni consigliano di migliorare l'accuratezza diagnostica eseguendo uno studio biochimico del fluido asportato dalla cisti.
    4-TIROIDITI
    Possono essere di diversa natura. La forma più frequente è la Tiroidite di Hashimoto, una patologia di origine autoimmunitaria che determina ridotta funzionalità della ghiandola e quindi ipotiroidismo. Altra forma meno frequente è la tiroidite subacuta granulomatosa, verosimilmente di origine virale, caratterizzata da una tumefazione tiroidea solitamente di consistenza soffice. Altra forma ancora è la tiroidite linfatica subacuta, di eziologia incerta, forse autoimmunitaria, caratterizzata da gozzo e ipertiroidismo reversibile dopo guarigione. Le forme di tiroidite acuta possono avere una origine batterica o fungina e sono caratterizzate da ipertiroidismo in associazione alla presenza di un nodulo tiroideo dolente

    5-CARCINOMA
    Il carcinoma della tiroide rappresenta circa l'1% dei casi di cancro ma si stima che esso possa avere una incidenza maggiore visto che viene rilevato in percentuale più alta durante gli esami bioptici eseguiti per altri motivi. Nonostante i noduli solitari siano più frequenti nelle donne le forme maligne sono più frequenti negli uomini.
    Tra i fattori di rischio documentati per lo sviluppo di un carcinoma tiroideo troviamo:
    Esposzione alle radiazioni
    Presenza di malattie tiroidee benigne
    Mestruazioni irregolari
    Familiarità per carcinoma tiroideo
    Residenza in aree con gozzo endemico
    Sindromi geneticamente trasmesse

    Nel caso di patologie benigne acclarate solitamente si segue un protocollo di controlli, a volte (ma non c'è accordo su questo) associato ad una terapia soppressiva con levotiroxina: questa terapia viene assegnata per un periodo di 6-12 mesi per valutare una eventuale regressione della nodularità.
    Il follow-up ecografico dovrebbe essere eseguito ogni 3-6 mesi ed un eventuale aumento di dimensioni del nodulo rappresenta una indicazione assoluta alla tiroidectomia.
Le forme maligne devono essere trattate immediatamente chirurgicamente.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti