Disfonia: quando la voce ti abbandona.

La voce ti abbandona continuamente? Usi molto la voce per lavoro e ti accorgi che diventa sempre più faticoso farlo? Le "frescatine" sembrano colpire sempre solo te? Ebbene sei affetto da ciò che in termini medici si definisce disfonia. Corri al riparo: la voce è un elemento troppo importante per la nostra vita sociale; più trascuri il problema più le conseguenze potrebbero essere dannose. La disfonia è una alterazione qualitativa e/o quantitativa della voce parlata che consegue ad una modificazione strutturale e/o funzionale di uno o più organi coinvolti nella sua produzione o ad una inadeguatezza delle relazioni dinamiche fra le diverse componenti dell’apparato pneumo-fonatorio.

    Le strutture anatomiche essenziali per generare il prodotto acustico vocale (suono periodico complesso) sono:
    il mantice polmonare (che genera la corrente espiratoria)
    la laringe (che genera energia sonora per vibrazione e ondulazione della mucosa cordale)
    le cavità sopraglottiche (che influenzano la distribuzione dell’energia nello spettro vocale modificando volumi, forma e caratteristiche di risonanza delle pareti)

    Ad oggi non esistono razionali classificazioni riguardo alla disfonia. Didatticamente risulta utile una classificazione che preveda due “contenitori principali”:
    Disfonie organiche, caratterizzate da alterazioni morfologiche o neuromuscolari a carico degli organi appena menzionati
    Disfonie funzionali, nelle quali non si riscontrano lesioni significative ma si riscontra un "atteggiamento vocale" non corretto che potrebbe determinare lesioni nel medio termine.

Tra le principali disfonie organiche troviamo quelle provocate da malattie a carico dei polmoni (solitamente in grado di determinare una riduzione della colonna d'aria necessaria a produrre la voce a livello della laringe) e quelle provocate da lesioni laringee benigne o cancro della laringe (in grado di determinare diversi e complessi quadri di disfonia, a volte fissa e a volte alternante). Altre disfonie organiche possono essere ricondotte a malattie neuromuscolari o endocrine.

Per quanto riguarda le disfonie funzionali, si tratta di disfonie prevalentemente collegate a problemi laringei e soprattutto diffuse tra le persone che utilizzano la voce in modo continuativo a fine professionale. In alcuni casi le disfonie possono nascondere anche problemi di ordine psicologico.

    Si distinguono in due categorie:
    le forme primarie o da sovraccarico vocale, sono provocate dall'instaurarsi di un circolo vizioso di "sforzo vocale" che può essere schematicamnete riassunto nella seguente scaletta:
      Sensazione di incapacità vocale
      Sforzo vocale per compensare il problema
      Modifica della postura vocale con comparsa tensione
      Ulteriore incremento della difficoltà al vocalizzo
      Sforzo ancora più accentuato
      Comparsa di lesioni organiche (Noduli, polipi) [A questo punto non si parla più di disfonie funzionali ma organiche o miste].
    Nei casi di abuso vocale si parla spesso di “surmenage” e “malmenage” vocale. Sono stati caratterizzati da una eccessiva adduzione delle corde vocali. Il "Malmenage" vocale può determinare diversi quadri patologici che vanno dall'infiammazione all'edema cordale, dal polipo vocale alle ulcere da contatto. Tuttavia l'abuso vocale da solo non è in grado di spiegare la genesi di questi problemi che sono spesso la conseguenza di tutto un insieme di fattori che spaziano dall'emotività (bambini in età scolare) alla compensazione di patologie organiche di varia natura.
    Le forme secondarie sono le forme non collegate ad un cattivo utilizzo della voce ma a fattori che entrano in gioco prima dell'inizio del vocalizzo. Tra le forme più frequenti ricordiamo le disfonie psicogene, tipiche del soggetto in depressione, caratterizzate da afonia completa e quadro obiettivo prefettamente normale, e le forme derivanti da ipoacusia neurosensoriale

Le disfonie organiche necessitano spesso di trattamento chirurgico al quale deve fare seguito un ciclo di riabilitazione logopedica; le forme funzionali sono spesso risolvibili con il solo trattamento logopedico. Il corretto inquadramento del tipo di disfonia e la collaborazione stretta tra medico specialista e logopedista sono fattori fondamentali per la riuscita del trattamento per cui è indispensabile sottoporsi ad una attenta visita otorinolaringoiatria o foniatrica che preveda anche una fibrolaringoscopia in modo che poi il medico possa indirizzare il logopedista sul tipo di trattamento da eseguire. Chi scrive tiene a sottolineare che la disfonia è un problema di difficile inquadramento e che spesso è determinata da numerosi fattori (fisici, psicologici, abitudini) che concorrono alla genesi del problema. La cura della disfonia presuppone sempre la collaborazione stretta tra medico ORL/Foniatra e Logopedista; in alcuni casi risulta importante anche la collaborazione con medici e terapisti di altre discipline (per questo cerchiamo sempre di dare importanza al concetto di Clinica della Voce, ovvero una struttura in cui siano contemporaneamente presenti tutte le figure sanitarie responsabili del progetto riabilitativo). La disfonia non è un problema che si risolve una volta per sempre: soggetti con cattive abitudini vocali devono continuare a interessarsi della propria voce anche dopo il trattamento e sottoporsi a regolari controlli. Il trattamento logopedico è un percorso di cura senza scorciatoie: non si fanno ripetizioni serali di cura della disfonia. Non si danno compiti a casa ed esercizi per risolvere il problema; l'identificazione del corretto percorso di cura deve essere coordinato con il terapista con percorsi non brevi ed a volte (diciamolo pure) noiosi. Ma il ripristino di una corretta igiene vocale è il solo metodo per risolvere il problema ed evitare recidive.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti