Una delle principali cause di morte.

Si tratta del danno al muscolo cardiaco provocato dalla prolungata assenza di afflusso di sangue ai vasi coronarici. Come per tutti gli altri organi del corpo umano, infatti, anche i tessuti del cuore devono essere nutriti da un adeguato flusso sanguigno grazie alle arterie coronarie, dei piccolissimi vasi situati all'interno del muscolo cardiaco che hanno proprio la funzione di irrigare tutte le zone dell'organo. In caso di ostruzione di uno o più di questi vasi, la porzione del cuore che non viene più irrorata va in sofferenza e, dopo pochi minuti, in necrosi. L'infarto miocardico rappresenta sicuramente la patologia più nota e temuta dalla popolazione generale ed è senza dubbio una delle principali cause di morte. Il quadro interessa principalmente il sesso maschile.

    Per quanto riguarda la sintomoatologia, occorre sottolineare che nella maggior parte dei casi, l'evento ischemico è preceduto, nei giorni precedenti, da sintomi premonitori quali fatica, malessere, e fastidi toracici non meglio precisabili.
    In seguito, in corrispondenza del vero e proprio evento ischemico, si sviluppa un dolore toracico molto intenso caratterizzato dai seguenti aspetti:
    Durata ininterrotta per 30-60 minuti,
    Localizzazione retrosternale con irradiazione alla spalla e al braccio sinistro,
    Sensazione di pesantezza toracica
    In alcuni casi sensazione di pienezza gastrica e indigestione
    Visitando il paziente, solitamente si rileva:
    Un aumento nel numero di battiti cardiaci al minuto,
    Un ritmo cardiaco alterato e irregolare
    Un aumento (almeno iniziale) della pressione del sangue
    Un aumento della frequenza respiratoria
    Un aumento delle secrezioni dell'albero respiratorio con tosse
    La comparsa di febbre in 24-48 ore

    La cardiopatia ischemica rappresenta ovviamente una emergenza medica e deve essere inquadrata e trattata presso un presidio ospedaliero: il trattamento da mettere in atto dipende in modo importante dalla rapidità con cui il paziente giunge all'osservazione medica poichè il danno tissutale diventa sempre più esteso con il passare dei minuti. Alla terapia medica si associa nella maggior parte dei casi un trattamento chirurgico endoscopico (il posizionamento dei cosiddetti "stent") o classico (il confezionamento dei cosiddetti "bypass" aorto-coronarici).
    Una visita cardiologica corredata da ecocolordoppler cardiaco permette di individuare un rischio di infarto nei soggetti a rischio ed è sempre consigliabile soprattutto nei soggetti con familiarità per questo tipo di evento.

I fattori in grado di determinare un maggior rischio di infarto sono rappresentati da:

    Familiarità per patologie cardiache o vascolari (Infarti, trombosi, ecc)
    Fumo di tabacco o altre sostanze
    Ipercolesterolemia
    Obesità
    Stress lavorativo
    Carattere collerico