Il cancro della lingua.

    Il cancro della lingua rappresenta circa il 2% di tutte le neoplasia diagnosticate in Italia e colpisce più frequentemente gli uomini rispetto alle donne. In generale, occorre sottolineare che questo tipo di patologia interessa molto più frequentemente forti fumatori e/o bevitori rispetto a soggetti astemi e non fumatori.
    Si tratta di una patologia complesse da trattare perchè, oltre ai problemi oncologici e alla prognosi non buona delle forme avanzate, l'otorinolaringoiatra si trova a fronteggiare tutte le problematiche che possono insorgere andando a modificare l'anatomia di un distretto così particolare come la bocca: fino a pochi anni fa un intervento demolitivo a carico della lingua poteva determinare permanenti difficoltà per la deglutizione e la fonazione del paziente. Per fortuna, l'avvento delle moderne tecniche ricostruttive permette, oggi, di limitare di molto questi disturbi e di poter garantire, anche ai pazienti colpiti da forme molto gravi, una qualità di vita post-operatoria soddisfaciente.
    Per fortuna, data la localizzazione dell'organo colpito da patologia, questo tipo di neoplasia viene spesso diagnosticata nelle fasi precoci, ovvero appena il paziente nota la comparsa di una tumefazione fastidiosa in bocca; in alcuni casi, tuttavia, la patologia può esordire in modo subdolo ed i pazienti possono arrivare all'osservazione del medico solo quando la patologia è già in fase avanzata.

    E' saggio ed auspicabile ricorrere ad un consulto medico ogni qual volta si noti la comparsa di una tumefazione sulla che non receda nell'arco di due settimane.
    Mostrare il problema ad uno specialista permette di intercettare le forme neoplastiche nella loro fase iniziale. Una diagnosi precoce, di fatto, garantisce una migliore prognosi e permette di pianificare una tipologia di intervento chirurgico molto meno invasiva rispetto alle forme più avanzate.
    In genere il trattamento di questo tipo di patologia è chirurgico: nelle forme poco avanzate è possibile riuscire a guarire il paziente mediante semplice rimozione della neoformazione orale (talvolta anche in anestesia locale). In alcuni casi (a seconda della posizione e della profondità di infiltrazione della neoformazione), anche nelle forme iniziali potrà essere opportuno procedere alla rimozione di alcune stazioni linfonodali del collo che potrebbero essere state invase dalle metastasi tumorali. I tumori della lingua, così come la maggior parte dei tumori del distretto testa-collo, tendono infatti a dare metastasi locali (prevalentemente a livello del collo) mentre solo raramente danno metastasi a distanza.
    Nelle forme avanzate l'exeresi chirurgica necessaria può essere tanto ampia da necessitare di una ricostruzione del distretto operato per garantire buoni esiti funzionali. In questi casi la lingua o il pavimento orale sono spesso ricostruti mediante l'uso di lembi liberi ovvero mediante la trasposizione di tessuto muscolo-cutaneo da un altro distretto del corpo del paziente.

I fattori di rischio principalmente responsabili della genesi di questa malattia sono:

    TABACCO: L'incidenza del tumore della lingua in soggetti fumatori è circa sei volte più alta rispetto di quella dei soggetti non fumatori e circa il 90% dei soggetti che sviluppano la patologia sono fumatori. Oltre a questo, alcuni studi hanno dimostrato che molti soggetti (40%) che hanno continuato a fumare dopo intervento per cancro della lingua hanno sviluppato un secondo tumore o una recidiva mentre questo è avviene soltanto in un 6% dei casi nei soggetti non più fumatori. Tra gli utilizzi del tabacco più pericolosi ricordiamo la masticazione del tabacco ancora molto frequente in alcuni paesi asiatici.
    CONSUMO DI ALCOOL: Il cancro della lingua interessa in modo sei volte maggiore soggetti che bevono alcolici, soprattutto se superalcolici. Il 75% dei soggetti che sviluppano la patologia sono bevitori di alcool. Se il soggetto è un forte bevitore e un forte fumatore il rischio di sviluppare la malattia risulta 15 volte superiore a quello di un soggetto che non beve e non fuma.
    INFEZIONI DA HPV: Il Ruolo del Papillomavirus Umano sulla genesi di queste patologie è ancora oggi oggetto di studio.
    Sindrome di Plummer Vinson: La sindrome è caratterizzata da anemia sideropenica e atrofia delle mucose della bocca, del faringe e dell'esofago. Sembra poter avere un ruolo nella genesi della patologia

    Per quanto riguarda i SINTOMI occorre dire che, oltre alle forme superficiali, subito evidenti per il paziente, esistono forme più subdole che crescono all'interno del ventre linguale o nelle porzioni meno visibili dell'organo: i tessuti della lingua, a causa della loro lassità, ostacolano ben poco l'estenzione della malattia che, se non superficiale, spesso diventa sintomatica solo quando la mobilità linguale risulta pregiudicata.
    Le zone più frequentemente interessate sono i bordi della porzione mobile della lingua ma purtroppo sono frequenti anche i tumori a carico della base della lingua, la porzione posteriore meno visibile al paziente.
    I primi sintomi di una malattia non visivamente evidente sono spesso rappresentati da difficoltà nel parlare (voce da ingombro: il soggetto parla come se avesse qualcosa in bocca) e nel deglutire. In casi in cui ci sia un interessamento del nervo linguale può svilupparsi una sintomatologia dolorosa magari irradiata all'orecchio, ma occorre sottolineare che nella maggior parte dei casi non è presente dolore. Purtroppo, in questi casi, già al momento della diagnosi può essere evidente alla palpazione un interessamento metastatico dei linfonodi del collo (che si palpano tumefatti).

    La DIAGNOSI si basa su una attenta visita otorinolaringoiatrica che dovrà prevedere una accurata raccolta della storia clinica del paziente, delle malattia (Fumo, alcool, dolore, calo di peso, otalgia, disfagia saranno tutti fattori da indagare) ed un accurato esame fisico che preveda anche una palpazione bimanuale delle strutture del cavo orale e delle ghiandole linfatiche periorali e del collo.
    E' molto importante accertarsi anche dello stato nutrizionale del paziente dal momento che, in alcuni casi, i pazienti giungono all'osservazione malnutriti a causa dei problemi di deglutizione.
    Per la stadiazione della patologia e per conoscere il coinvolgimento dei linfonodi del collo occorre sempre sottoporre il paziente ad un accertamento radiologico con mezzo di contrasto (TC o RMN) ed è anche sempre opportuno eseguire una radiografia del torace di controllo per escludere masse polmonari concomitanti.
    La diagnosi di certezza sulla natura della patologia dovrà essere ottenuta con l'esecuzione di una biopsia della lesione: la biopsia potrà essere eseguita in anestesia locale per le zone facilmente accessibili oppure in anestesia generale nei minuti che precedono l'esecuzione dell'intervento chirurgico.

La PROGNOSI per tumori piccoli (T1-T2) è buona con una sopravvivenza dell'80% a 5 anni. La sopravvivenza scende per neoformazioni di maggior estensione e con un interessamento linfonodale locale esteso.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti