Come risolvere una vertigine periferica.

    Per vertigine si intenda una sensazione illusoria di movimento che il soggetto prova pur restando completamente immobile. Si tratta di una condizione molto spiacevole che a volte può essere associata a sintomi vegetativi anche importanti (nausea e vomito) in grado di costringere a letto il paziente anche per molti giorni.
    Molte volte il problema viene attribuito a presunti disturbi di "cervicale" o a "labirintite" ma in realtà nella stragrande maggioranza dei casi nessuno dei due fattori è implicato nella genesi del problema.
    Soffri di vertigini? Prima di assumere farmaci di dubbia efficacia e di passare giorni da inferno sottoponiti ad un esame vestibolare.

    L'esame vestibolare è, di fatto, l'unico metodo per conoscere la natura di un fenomeno vertiginoso: questo accertamento ci permette di comprendere le cause della vertigine e, nel caso si tratti di una vertigine periferica (ovvero provocata da un problema a carico dell'orecchio) offre la possibilità, ove possibile, di procedere al trattamento della patologia anche nella stessa seduta. Questo significa che in molti casi possiamo uscire dall'ambulatorio avendo risolto il problema e senza dover più assumere farmaci.
    La semplice visita audiologica o otorinolaringoiatrica, seppur importante per stabilire la fattibilità dell'esame vestibolare (controindicato in caso di infezioni auricolari e cerume), può solo dare un sospetto sulla natura e sulla gravità della vertigine ma non permette di proporre al paziente alcuna terapia.
    Per una corretta diagnosi è sempre opportuno, quindi, associare alla visita anche l'esame vestibolare; la visita servirà ad escludere la presenza di controindicazioni all'esecuzione dell'esame vestibolare (come ad esempio perforazioni del timpano ma anche un banale tappo di cerume).

    Molti pazienti temono di sottoporsi all'accertamento ma, in realtà, l'esame provoca soltanto la ricomparsa (assolutamente momentanea) del fenomeno vertiginoso. L'esame si esegue con il paziente sdraiato su un lettino e consta di due fasi.
    Nella prima fase si valutano i "segni spontanei" della vertigine mediante degli occhiali particolari da far indossare al paziente: il medico sposta la testa del paziente sul lettino per identificare in quali posizioni compaiano particolari movimenti oculari denominati "nistagmo". A seconda della posizione in cui si osserva la presenza di questi movimenti, ed anche in base alla loro tipologia, il medico è in grado di identificare la sede della patologia.
    Nella seconda fase, non sempre necessaria, si stimola l'orecchio del paziente con acqua a diverse temperature per valutare la funzionalità dei labirinti vestibolari. Ponendo acqua calda o fredda all'interno del condotto uditivo, infatti, è possibile "attivare" la porzione dell'orecchio coinvolta nella gestione dell'equilibrio. Nei soggetti normali i due orecchi mostrano risposte analoghe alla stimolazione mentre in soggetti malati si possono evidenziare risposte difformi tra l'uno e l'altro orecchio.
    L'esame vestibolare deve essere eseguito a digiuno da 4 ore perchè, come già detto, può provocare la ricomparsa momentanea della vertigine. La ricomparsa della vertigine durante lo svolgimento dell'esame è una evenienza probabile e certo non piacevole, ma dovrebbe essere accolta in modo benevolo dal paziente poichè questa è spesso sinonimo di risoluzione della patologia.

Come già detto non sempre è necessario eseguire la seconda fase dell'esame ed anzi molto spesso (soprattutto in caso di vertigine posizionale benigna, la tipologia più frequente di vertigine periferica) già con la sola prima fase è possibile proporre una terapia al paziente. L'esame vestibolare è l'unico strumento che permette di proporre la giusta terapia al paziente.

Come si svolge la prima parte dell'esame vestibolare.

    In caso di vertigine posizionale benigna, la forma più frequente, il medico sarà in grado di risolvere il problema mediante l'esecuzione di particolari "manovre liberatorie".
    Per manovra liberatoria si intende l'esecuzione, da parte del paziente sotto la guida del medico, di specifici movimenti della testa e del corpo sul lettino esaminatorio. Il tipo di movimento da eseguire dipende dalla sede di patologia identificata con l'esame vestibolare ed è quindi ovvio che non si possa procedere all'esecuzione della manovra senza aver prima eseguito l'esame vestibolare.
    In alcuni casi, ma non sempre, è necessario ripetere la manovra liberatoria più volte a distanza di qualche giorno.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti

    Presso il CRO l'esame vestibolare ha un costo di 48 Euro.