Una dilatazione abnorme delle vene spermatiche.

Il varicocele è una patologia varicosa che interessa il sistema vascolare del testicolo, caratterizzata da dilatazione ed incontinenza delle vene testicolari (o spermatiche) che hanno il compito di drenare il sangue dal testicolo. Esiste anche il varicocele femminile, definito anche come insufficienza venosa pelvica, caratterizzato da una dilatazione delle vene ovariche che è causa di dolore pelvico cronico.

    Nella maggior parte dei casi la patologia non presenta sintomi evidenti. Spesso non ci si accorge nemmeno di avere tale patologia. Spesso la patologia viene diagnosticata con controlli di routine.
    I sintomi tendono a presentarsi con il caldo, dopo un duro esercizio, alla fine di un rapporto sessuale, oppure dopo un tempo prolungato in stazione eretta.
    I sintomi includono:
    un dolore sordo nel/i testicolo/i;
    un senso gravativo di pesantezza a livello scrotale;
    fastidio al testicolo o in una parte dello scroto;
    I segni più frequenti sono:
    nessun segno evidente visibile ma vene dilatate palpabili a livello scrotale. Vengono spesso descritte come un "sacchetto di vermi";
    il testicolo colpito da varicocele può risultare più piccolo rispetto all'altro.
Il varicocele in passato veniva diagnosticato massicciamente in Italia quanto era obbligatoria la visita medica per l'accesso al servizio militare.

La diagnosi di varicocele è semplice e si basa sull'obiettività clinica e su indagini ecografiche. Un'accurata ispezione dello scroto ed un completo esame obiettivo da parte del medico (andrologo o urologo) permette di determinare la presenza di varicosità a livello testicolare. Le indagini strumentali di supporto (ecografia testicolare e eco-color-Doppler dei vasi spermatici, eseguibili presso il nostro Istituto) permettono di stabilire l’entità del reflusso. Altre metodiche di indagine strumentale utilizzate per confermare la diagnosi di varicocele sono la flussimetria doppler, l'ecografia, la flebografia. Solitamente si distinguono 4 livelli di varicocele: I, II, III e IV grado. L’indicazione al trattamento della patologia viene data dall’andrologo, o dall'urologo con competenze andrologiche, quando il varicocele è associato ad alterazione della quantità e qualità degli spermatozoi, quando è associato a dolore testicolare e quando ravvede la necessità di preservare la fertilità del paziente.

Nel testicolo, come in qualunque altro organo, la stasi di sangue venoso produce alterazioni metaboliche e strutturali: possono quindi essere intaccate le condizioni ideali per la crescita e la maturazione di spermatozoi sani e con capacità fecondante. Si osserva spesso l'alterazione del liquido seminale che presenterà varie anomalie tra cui, le più comuni, diminuzione del numero di spermatozoi e/o alterazioni della loro motilità e morfologia. Le vene dilatate determinano un innalzamento di pochi gradi della temperatura del testicolo che, se si mantiene per lungo tempo, può causare infertilità. La produzione degli spermatozoi, infatti, è molto sensibile anche a piccole variazioni di temperatura. Dopo il trattamento si osserva frequentemente un netto miglioramento dei parametri seminali. Il varicocele può anche causare un'ipotrofia del testicolo.

L'attuale trattamento di scelta, soprattutto per la ridottissima invasività, è di tipo radiologico e deve essere preso in considerazione in caso di alterazione dello spermiogramma o algie invalidanti. Tale trattamento, chiamato scleroembolizzazione retrograda, non necessita di anestesia generale, essendo sufficiente quello locale nella sede di introduzione del catetere (inguinale o al braccio). La fattibilità di tale intervento dipende però molto anche dall'esperienza del Centro e quindi dell'Operatore. La presenza inoltre di importanti varianti anatomiche (nel 7% dei casi) del distretto veno-spermatico ne può controindicare l'esecuzione, preferendo in quel caso le tecniche chirurgiche classiche con riferimento alla varicocelectomia che viene eseguita però in anestesia generale, spinale (subaracnoidea) o anche locale a seconda delle tecnica utilizzata.

    Negli anni sono state proposte numerose tecniche chirurgiche per la cura di tale patologia:
    legatura soprainguinale;
    intervento di Ivannisevich;
    intervento di Palomo;
    sclerotizzazione (anterograda o retrograda);
    embolizzazione vene spermatiche;
    legatura laparoscopica.

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