Valutazione Posturale del soggetto disfonico.

La valutazione posturale del soggetto con disfonia è una parte dell'esame clinico che troppo spesso viene tralasciata da parte del medico specialista. Le implicazioni di una corretta postura e di un corretto equilibrio pneumo-fonico sono note anche alla popolazione generale e devono sempre essere prese in considerazione durante la visita. Una prima valutazione può essere condotta semplicemente guardando il paziente mentre ci racconta il suo problema vocale: come il soggetto sta seduto, come varia l'inclinazione del corpo, come asseconda la fonazione (o non la asseconda) adattando l'allineamento alle esigenze respiratorie e fonatorie. Permanere in posizione chiuse, nelle quali la gabbia toracica stenta ad espandersi, o asumere un allineamento alterante il piano neutro laringeo, sono indici di scarsa consapevolezza fonatoria su cui il logopedista dovrà lavorare. Ad una prima valutazione informale potrà essere opportuno associare una valutazione formale eseguita mediante lettura al leggio: duarante questa fase lo specialista valuterà la modalità di presa dello spazio, di scarico del peso corporeo a terra e l'allineamento rispetto alla verticale.

Sarà poi necessario valutare la postura glottica ovvero il corretto posizionamento della laringe durante l'emissione vocale. Nella produzione del segnale vocale l'aggiustamento tonale e la regolazione delle intensità sono possibili, al massimo grado di accuratezza, solo quando l'opera combinata della muscolatura intrinseca laringea può attuarsi su una laringe posizionata in quella che si definisce "posizione neutra". Questa consizione, risultante dall'equilibrio dinamico dei due opposti sistemi posti sopra e sotto l'osso ioide, permette il bilanciamento ottimale tra adduzione e allungamento cordale consentendo il moviemento consensuale del piano glottico con la base linguale, il basculamento della cartilagine tiroidea sulla cricoide (incremento frequenza), l'abbassamento del piano glottico (crescendo di intensità), la discesa inspiratoria laringea. Per valutare la postura glottica il medico o il logopedista eseguono una palpazione della laringe chiedendo al paziente di pronunciare alternativamente alcuni suoni in modo da valutare la qualità del basculamento della cartilagine tiroidea. In gran parte dei disturbi vocali tale basculamento viene fortemente limitato durante la produzione della voce parlata creando una forte tensione muscolare.

La postura fono-articolatoria si valuta non solo in conversazione spontanea e nella prova di lettura ma anche nella visita clinica, attraverso la richiesta di esecuzione di prassie sia fonatorie che deglutitorie. I principali punti su cui occorre focalizzare l'attenzione sono l'entità della stabilizzazione mandibolare alla base cranica, l'atteggiamento posturale mandibolare a riposo e in fonazione, la postura a riposo e in fonazione della lingua, la mobilità del velo palatino in fonoarticolazione. L' alterazione di uno qualsiasi di questi fattori può determinare un problema vocale. Per esempio,l'eccessiva stabilizzazione mandibolare, operata dalla muscolatura masticatoria posteriore, genera una riduzione dell'apertura orale, alterando profondamente l'accoppiamento glottico-risonanziale e generando ottundimento del suono e decremento della intensità: questo tipo di errore si genera spesso nel canto non educato nella seconda ottava e, in situazione patologiche, nelle mute paradosse.

Altro aspetto da considerare attentamente è la presa respiratoria che deve essere analizzata sia come andamento temporale dell'eloquio sia come modalità. Tra gli aspetti prosodici da considerare menzioniamo il ritmo interno dell'eloquio (un eloquio precipitoso induce una respirazione rapida rendendo più difficile ogni forma di controllo), la durata della frase (una frase molto lunga porta all'esaurimento del volume residuo e spinge il soggetto ad una ripresa rapida poco profonda), la durata delle pause di rifornimento di aria. Non è raro che il paziente mostri alterazioni di tutte e tre queste componenti.

Un aspetto ulteriore da considerare attentamente è lo stile respiratorio. In particolare risulta importante valutare il tipo di presa aerea (regione interessata dalla dilatazione toracica, dislocazione eventualmente associata dei visceri addominali), la profondità della presa, l'asse sul quale la dilatazione toracica avviene, i movimenti associati interessanti altri distretti corporei.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti