Le nuove norme europee in materia di rilascio patenti.

La sonnolenza alla guida rappresenta uno dei principali fattori determinanti per gli incidenti stradali. Da anni la Comunità Europea, nei sui documenti ufficiali, ha riconosciuto l'importanza di non mettersi al volante in caso di eccessiva sonnolenza. Diversi studi hanno evidenziato che una guida in condizioni di elevata sonnolenza può essere persino più pericolosa di una guida in condizioni di ubriachezza o dopo aver fatto uso di droghe. Già da alcuni anni nella maggior parte dei paesi europei gli automobilisti, specialmente quelli in possesso di patenti speciali, vengono sottoposti ad accertamenti volti ad identificare la presenza di una sonnolenza fuori norma durante l'arco della giornata.

Del resto il problema della sonnolenza diurna alla guida non è un problema trascurabile: si stima infatti che circa il 40% degli autisti professionisti possa essere affetto da Sindrome delle Apneee nel Sonno, una patologia che in circa 1/3 dei casi può provocare una grave sonnolenza ed i famosi "colpi di sonno" alla guida.

    L'Italia ha tardato ad adeguarsi alle norme europee in materia di rilascio patenti ma dal 31 Dicembre del 2015 è entrata in vigore la nuova normativa sul rinnovo e rilascio delle patenti.
    La nuova legge inserisce tra la patologie che dovranno essere sempre prese in esame al fine del rilascio della patente le patologie neurologiche e appunto la Sindrome delle Apnee nel Sonno.
    Il rilascio della patente non sarà negato a nessun cittadino a patto però che venga dimostrata una perfetta compensazione della patologia di base, sia essa neurologica o respiratoria (come la sindrome delle apnee nel sonno).
    Per i pazienti con questo tipo di patologie il rinnovo verrà fissato a più breve scadenza, probabilmente ad un anno per i piloti professionisti e a due-tre anni per tutti gli altri.

Hai Sonno? Fermati a riposarti. Non rischiare

E' facile ipotizzare che nei prossimi mesi nasceranno numerose diatribe medico-legali sia in ambito di rinnovo patenti sia in ambito di assicurazioni private. E' anche probabile aspettarsi che, essendo state inserite all'interno della normativa queste nuove patologie, nei prossimi mesi, le assicurazioni si tutelino richiedendo accertamenti volti ad escludere la presenza di queste patologie in molti dei soggetti coinvolti in incidenti che non abbiamo dichiarato la patologie in sede di rilascio/rinnovo patente.

In sede di rinnovo patente verranno eseguiti controlli in materia di vigilanza sottoponendo i richiedenti ad un test automatico eseguito con un apposito dispositivo elettronico: i soggetti che mostreranno risultati scadenti a questo test verranno indirizzati all'esecuzione di ulteriori accertamenti tra i quali sicuramente figurerà la polisonnografia nottura domiciliare per escludere la presenza di una sindrome delle apnee nel sonno.

Sappiamo già con certezza che tutti gli accertamenti dovranno essere eseguiti con costo a carico del cittadino (in quanto la patente non rappresenta un diritto ma soltanto un permesso), ma non è ancora chiaro se gli accertamenti potranno essere eseguiti da tutti i Centri o soltanto dai medici con chiara e comprovata esperienza in materia di medicina del sonno. Speriamo che la normativa chiarisca al più presto anche questo dettaglio per evitare il diffondersi di diagnosi non accurate, visto che la refertazione di uno studio poligrafico non è cosa banale e necessita di una esperienza specifica in materia.

E' importante che il paziente sappia che, nel caso l'accertamento polisonnografico sia stato richiesto dalla commissione patenti, il medico esaminatore potrà rilasciare un certificato valido per riottenere la patente in tempi brevissimi solo nel caso il paziente non risultasse affetto da forme gravi di Sindrome delle Apnee nel Sonno. Nei casi gravi, quelli che necessitano di terapia CPAP, la legge prescrive, per riottenere la patent,e di dimostrare di attenersi alla terapia da un tempo congruo (almeno superiore ad un mese): per questo motivo i tempi per il rilascio della certificazione sono ovviamente più lunghi.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti