L'infiammazione di una ghiandola salivare.

    Per "Scialoadenite" si intende una infiammazione a carico delle ghiandole salivari. Solitamente le ghiandole salivari maggiormente interessate sono quelle maggiori (sottolinguale, sottomascellare, parotide) ma esistono anche rari casi di scialoadenite a carico delle ghiandole salivari minori, specialmente a carico di quelle del palato duro o del labbro (con formazione di piccoli ascessi in sede).
    Le scialoadeniti hanno una eziologia multifattoriale, ovvero possono essere provocate da una serie di fattori che spesso si associano tra loro a determinare la patologia
    Tra i fattori in grado di favorire la genesi della patologia troviamo una cattiva o non adeguata igiene del cavo orale, il ridotto apporto di acqua ed in generale la disidratazione. Questi fattori sono in grado di favorire la formazione di calcoli di calcio all'interno dei condotti escretori delle ghiandole (si parla in questo caso di scialolitiasi) o di ridurre in modo significativo la fluidità della saliva. Il blocco della saliva all'interno della ghiandola si traduce in gonfiore della ghiandola ed in alcuni casi determina una sovrainfezione batterica e dolore.

    I principali sintomi di una scialoadenite acuta sono:
    Lo sviluppo rapido e spesso indolore di una tumefazione molto evidente a carico di una delle ghiandole salivari maggiori in regione sottomentoniera, sottolinguale o subito al davanti dell'orecchio, vicino all'articolazione temporomandibolare
    Tumefazione che si sviluppa solitamente dopo il pasto
    Dolore completamente assente oppure presente in caso di sovrainfezione batterica
    Tumefazione che può regredire spontaneamente dopo qualche minuto o al contrario non farlo a meno di intervento medico

La diagnosi di scialoadenite di una ghiandola salivare maggiore è prevalentemente clinica, ovvero basata sull'esecuzione di una visita otorinolaringoiatrica durante la quale il medico specialista palperà manualmente la ghiandola e controllerà lo sbocco del dotto escretore della stessa: in alcuni casi il medico sarà in grado di rilevare manualmente la presenza di un calcolo all'interno del contesto della ghiandola oppure noterà la fuoriuscita di materiale siero-purulento dal dotto escretore. In generale, è sempre opportuno completare lo studio con una ecografia del collo per confermare la diagnosi e per escludere la presenza di calcoli all'interno del condotto escretore delle ghiandole salivari.

Terapia. Nel caso non si rilevino calcoli, nella maggiora parte dei casi, la patologia recede senza grossi problemi con una adeguata terapia medica; in caso di calcolosi (scialolitiasi), invece, può essere necessario il trattamento chirurgico in anestesia locale o generale a seconda della posizione del calcolo.Negli ultimi anni, così come accade per i calcoli renali, si stanno sviluppando tecniche di rimozione dei calcoli salivari eseguibili in endoscopia.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti