Cause, diagnosi e terapia.

La rinite allergica è il tipo più frequente di rinite: si tratta di una infiammazione delle membrane nasali caratterizzata da congestione, rinorrea (fuoriuscita di liquido dal naso), starnutazione e prurito nasale. Si tratta di una condizione certamente non mortale (anche se in alcuni casi può essere associata a gravi forme di asma e anafilassi) ma in grado di determinare un notevole peggioramento della qualità di vita. Gli allergeni in grado di determinare la comparsa della patologia sono numerosi e vengono distinti in stagionali o perenni a seconda che siano presenti soltanto in alcuni periodi dell'anno o durante tutto l'anno: tra i primi ricordiamo le graminacee, tra i secondi gli acari della polvere ed i peli di gatto e cane.

    Volendo descrivere il quadro complessivo dei segni e sintomi associati alla rinite allergica troviamo che essa può presentarsi con:
    Starnutazione
    Prurito a carico di naso, occhi, orecchi e palato
    Rinorrea (fuoriuscita di liquido dal naso, solitamente trasparente)
    Post nasal Drip (scolo di muco "dietro il naso")
    Congestione nasale
    Anosmia (calo della percezione degli odori)
    Cefalea (Mal di testa)
    Otalgia (Male all'orecchio)
    Lacrimazione
    Occhi arrossati e gonfi
    Affaticamento
    Malessere Generale
    Andando a valutare l'aspetto clinico del naso di un soggetto allergico osserveremo:
    Cavità nasali arrossate e bagnate
    Arrossamento esterno del naso
    Presenza di ipertrofia dei turbinati nasali
    A livello di orecchio, occhi e orofaringe possiamo riscontrare: Retrazione della membrana timpanica, Arrossamento e tumefazione delle palpebre, comparsa di chiazze nere sotto-oculari, Faringite colonnare con tumefazione di tessuto linfoide.

    Le principali complicanze della rinite allergica sono rappresentate da:
    Disturbi dentari provocati dall'eccessiva respirazione orale
    Malformazioni palatali

La diagnosi di Rinite Allergica si basa sull'esecuzione di una attenta visita otorinolaringoiatrica. Nel sospetto della presenza di una componente allergica è sempre opportuno sottoporre il soggetto a un test di iper-reattività cutanea (prick test). Da sottolineare che non sempre un soggetto con una chiara rinite allergica risulta positivo al prick tanto che qualcuno parla di "naso allergico" piuttosto che di "paziente allergico": non è infrequente infatti che il paziente risulti positivo ai test soltanto dopo molti anni dalla comparsa dei sintomi (o addirittura mai), ma che risponda ugualmente bene ad una terapia con antistaminici.

    La terapia della rinite allergica si basa su tre fattori fondamentali:
    Misure comportamentali al fine di evitare il contatto con l'allergene: Limitare l'esposizione ai pollini esterni non è affatto semplice ma buoni consigli possono essere quelli di non uscire troppo nelle giornate di pieno solo nei periodi di fioritura e fare una doccia appena si rientra a casa nei periodi critici. Il controllo degli allergeni interni risulta invece più semplice: i soggetti allergici alla polvere possono beneficiare in modo importante dell'utilizzo di materassi antiallergici; le lenzuala dovrebbero essere lavate ogni 2 settimane a 130 gradi e potrebbe essere utile utilizzare un deumidificatore dal momento che gli acari della polvere non sopravvivono con umidità superiore al 50%; i tappetti dovrebbero essere rimossi. In caso di allergia agli animali l'ideale è non averne in casa ma se non si vuole rinunciare è almeno opportuno eliminare i tappeti.
    Terapia medica: I soggetti con allergia non continuativa rispondono molto bene alla terapia con antistaminici orali e decongestionanti nasali. L'utilizzo di cortisonici nasali per periodi prolungati sembra particolarmente utile per soggetti con allergia perenne durante tutto l'anno. L'utilizzo dei nuovi antistaminici orali di seconda generazione garantisce ottimi effetti anti-allergici senza provocare la sonnolenza dei farmaci di vecchia generazione.
    Immunoterapia: L'utilizzo di vaccini può rappresentare una valida soluzione in casi ben selezionati.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti