Come stabilire se metterle o meno?

Le protesi acustiche sono dispositivi in grado di amplificare i suoni esterni che giungono all'orecchio umano. Ovviamente questa è solo una definizione molto grossolana in quanto i moderni dispositivi presentano caratteristiche molto complesse ed innovative rispetto ai semplici amplificatori miniaturizzati di molti anni fa: in particolare il passaggio dalle protesi analogiche a quelle digitali ha permesso una amplificazione non più lineare del suono ovvero la capacità di amplificare soltanto le frequenze perdute lasciando inalterate le frequenze sulle quali il soggetto ha ancora una buona capacità uditiva. La digitalizzazione della protesi ha reso in molti casi molto più semplice e personalizzabile il processo di protesizzazione.Le prime protesi acustiche della storia, chiamate cornetti acustici per la loro caratteristica forma, erano semplici tubi di amplificazione che venivano appoggiati sull'orecchio.

    Nel corso degli anni, poi, le protesi acustiche si sono sempre maggiormente miniaturizzate e, contemporaneamente, si sono evolute fino a diventare dei veri e propri dispositivi high-tech adattabili alle necessità del paziente.
    L'utilizzo di protesi acustiche nel paziente adulto rappresenta una valida opzione di recupero della capacità uditiva in tutti i casi in cui essa non possa essere recuperata con terapia medica o chirurgica, tuttavia è sempre bene ricordare che non tutti i soggetti ipoacusici o con ridotta capacità uditiva possono ottenere buoni risultati con l'utilizzo di una protesi
    Per questo motivo, a nostro giudizio, prima di acquistare un dispositivo protesico è sempre bene sottoporsi a visita medica comprensiva di tutti gli accertamenti che ci permetteranno di comprendere se, almeno sulla carta, il soggetto è un buon candidato alla protesizzazione.

Al fine di valutare lo stato di salute dell'orecchio e l'effettiva necessità/possibilità di poter utilizzare protesi acustiche il medico ha bisogno di sottoporre il paziente ai seguenti accertamenti:

Qualora il paziente non sia mai stato sottoposto ad una visita otorinolaringoiatrica sarà opportuno eseguire anche questo accertamento dal momento che esistono controindicazioni cliniche all'esecuzione di alcuni esami (cerume, otite acuta, otite cronica, ecc). Soltanto dopo l'esecuzione di tutti questi accertamenti il medico potrà dire in modo inequivocabile se il soggetto che ha di fronte è un buon candidato all'utilizzo delle protesi acustiche. Se gli esami menzionati forniscono risultati non soddisfacienti il tentativo di protesizzazione sarà purtroppo sempre destinato a fallire. E' anche vero che, anche in presenza di esami sulla carta tutti buoni e favorevoli, soprattutto nei soggetti anziani, è possibile una certa "intolleranza" per la protesi variabile da soggetto a soggetto e non prevedibile.

Il Servizio Sanitario Nazionale offre a tutti coloro che ne hanno diritto la possibilità di ottenere un apparecchio acustico di tipo analogico tradizionale con spesa a totale carico dell’ASL. Qualora il soggetto voglia acquistare protesi più evolute (per esempio digitali) potrà farlo pagando la differenza.

    Secondo il Nomenclatore tariffario (Decreto Ministeriale 27 Agosto 1999, n.332) hanno diritto alla protesi:
    • i minori, indipendentemente dal grado di ipoacusia
    • i ricoverati in strutture sanitarie accreditate, pubbliche o private
    • gli invalidi accertati con una diminuzione di 1/3 della capacità lavorativa (ovvero invalidità uguale o superiore al 34%)
    • gli invalidi del lavoro (fornitura e spesa a carico dell'INAIL)
    • gli invalidi di guerra e di servizio
    • i soggetti riconosciuti invalidi civili per ipoacusia.
L'invalidità civile per ipoacusia è calcolata mediante una tabella in cui viene sommata la perdita in decibel sulle frequenze 500, 1000 e 2000 Hz di ciascun orecchio.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti