Una fonte di salute per le vie respiratorie superiori.

    La medicina termale (o crenoterapia) è una branca medica che si occupa dello studio e dell'utilizzo dei mezzi di cura termali a fini preventivi, terapeutici e riabilitativi. Questo tipo di medicina si basa su precisi presupposti scientifici e prevede protocolli di cura con modalità, indicazioni e controindicazioni al trattamento.
    La crenoterapia affonda le sue radici nell'antichità ed i Romani erano ben consci delle proprietà terapeutiche dell'acqua. Negli ultimi anni la medicina termale, oltre a specificare sempre meglio i campi di applicazione nelle singole discipline mediche, ha sviluppato protocolli complessivi volti alla cura naturale globale della persona. Negli ultimi anni, infatti, si è fatta sempre maggiore nella popolazione la consapevolezza che la medicina non serve soltanto a guarire da una malattia ma permette anche di vivere al meglio e con la massima pienezza la vita.
    Il sempre crescente stress della vita moderna, unito all'aumento dell'età media ha portato alla necessità di trovare sempre più efficaci trattamenti complessivi per il benessere psico-fisico della persona. Le cure termali rappresentano un'occasione per intervenire con metodi complementari su svariati processi patologici, sia in fase preventiva sia in fase diagnostica e riabilitativa. Negli ultimi decenni inoltre, grazie ai nuovi supporti tecnologici, si sono sviluppate tantissimi nuove modalità di somministrazione del mezzo termale (idromassaggio, vasche particolari, ecc)

    In Italia è adottata la classificazione di Marotta e Sica, nella quale sono presi in considerazione aspetti quantitativi e qualitativi. In sostanziale accordo a tali parametri le acque sono state classificate come:
    acque oligominerali
    acque solfuree
    acque salsobromoiodiche
    acque radioattive
    acque salse (cloruro-sodiche)
    acque solfate
    acque bicarbonate
    acque carboniche
    acque arsenicali ferruginose

Acque Oligominerali. Secondo la vigente legislazione sono definite minimamente mineralizzate le acque con residuo fisso non superiore a 50 mg/l ed oligominerali quelle con residuo fisso non superiore a 500 mg/l. Le acque minimamente mineralizzate ed oligominerali sono acque ipotoniche: determinano in breve tempo un'espansione del volume plasmatico che viene altrettanto rapidamente ricondotto alla norma da un'aumentata eliminazione da parte dei reni (diuresi). Si verifica nel contempo anche un fenomeno di espansione della componente acquosa del liquido interstiziale comprovato, ad esempio, da un iniziale aumento dell'uricemia per mobilizzazione dell'acido urico dai depositi. I principali effetti di questi tipi di acqua sono: effetto diuretico, azione sulle vie escretrici e rimozione di calcoli, azione sugli stati iperuremici.

Acque Sulfuree. Sono denominate solfuree le acque che possiedono una quantità pari o superiore ad 1 mg di H2S (acido solfidrico) per litro. Le acque solfuree sono tra le più studiate e di conseguenza si ha una maggiore conoscenza delle azioni biologiche. I composti solfurei vengono assorbiti dall'organismo sia con metodiche crenoterapiche interne (bibita, aerosol, irrigazioni, etc.) che esterne (fango, bagno, etc.). In ogni caso la via elettiva di eliminazione dell'H2S è il polmone ed esiste inoltre uno spiccato organotropismo per le strutture articolari. Questo spiega l'indicazione in terapia delle patologie di questi distretti corporei. L'assorbimento attraverso la cute, le mucose delle vie respiratorie, vaginali e l'apparato gastroenterico è stato provato ed ampiamente documentato. Le acque sulfuree hanno azioni antitossica, antiseborroica, mucolitica ed anticatarrale. Danno un evidente beneficio nelle patologie della pelle e nelle patologie articolari così come un evidente beneficio in ambito otorinolaringoiatrico.

Acque Salsobromoiodiche. Sono acque di origine marina. Si trovano infatti in località costiere o lungo la dorsale appenninica della pianura Padana che ha ospitato mari in alcune ere geologiche e dove l'acqua si è raccolta e concentrata in bacini sotterranei. In alcune zone ha dato origine ailimani (o liman) che sono fanghi naturali di salina utilizzati in terapia. Le acque salsobromoiodiche sono note per l'azione antiinfiammatoria (agendo su flogosi croniche), e stimolante. Vengono utilizzate in quasi tutti gli ambiti di patologia suscettibili di terapia termale anche se con proprie peculiarità riguardo le indicazioni, le azioni biologiche ed i risultati terapeutici. Hanno evidente azione antiflogistica, antisettica, antiedemigena, ormonale (tiroide, ovaio, ipofisi).

Acque Radioattive. Le acque radioattive sono così classificate, a differenza delle altre, in relazione ad una proprietà fisica, la radioattività. Diversi possono essere gli elementi radioattivi presenti in traccia nelle acque minerali e tra questi il radio, il radon, il torio, l'attinio, l'uranio, etc. Il più importante ai fini terapeutici (nonché il più rilevante per quantità nelle acque minerali) è il radon, un gas disciolto nell'acqua che deriva dalla emanazione di una particella alfa da un atomo di radio. E' una sostanza che viene assorbita molto facilmente attraverso le mucose (soprattutto degli apparati respiratorio e digerente) e la cute, diffonde molto rapidamente ai tessuti con un'affinità elettiva per i lipidi e viene eliminata in poche ore. La sua attività terapeutica è da attribuire alle radiazioni alfa dotate di basse proprietà di penetrazione (vengono fermate da un foglio di carta) e di buone capacità ionizzanti. Le principali azioni esercitate sono di tipo sedativo e analgesico sul sitema nervoso centralee l'effetto diuretico.

Acque Salse. Hanno la stessa origine delle salsobromoiodiche. Come si evince dalla denominazione sono acque in cui prevalgono il sodio ed il cloro. In queste acque sono spesso presenti in quantità significativa i solfati. Alternativamente possono essere presenti bicarbonati (acque a prevalente uso idropinico) o iodio (impiegate più spesso nella crenoterapia esterna). Le acque salse possono essere ipo, iso o ipertoniche con variabilità di effetti biologici. Trovano indicazione, utilizzate con metodiche idropinoterapiche, soprattutto nelle patologie dell'apparato digerente. Numerosi studi hanno paragonato le acque cloruro-sodiche alla soluzione di Ringer (la soluzione salina fisiologica) sperimentandone gli effetti su organi isolati. Queste ricerche, fondate sull'analogia strutturale tra le due soluzioni, hanno permesso di introdurre il concetto di "fisiologicità" di tali acque. Esistono anche azioni generali delle acque salse sull'organismo e sul metabolismo: stimolazione del metabolismo basale e dei processi ossidoriduttivi, tendenza alla normalizzazione di quadri dislipidemici, aumento della tolleranza al glucosio, riduzione dell'uricemia. Hanno evidenti effetti di normalizzazione della funzionalità intestinale ed epatica e sono spesso utilizzate per il trattamento delle infezioni respiratorie basse.

Acque Solfate. In queste acque l'elemento predominante è lo zolfo in forma esavalente che nelle soluzioni idrominerali naturali è rappresentato dal solfato o ione solforico (SO4- -). Tra gli altri mineralizzatori possiamo trovare bicarbonati, calcio, magnesio, sodio, cloro, arsenico, ferro, etc. Le combinazioni più frequenti sono comunque con bicarbonati, calcio e magnesio (acque solfato-bicarbonate e solfato-alcalino terrose). La presenza significativa degli altri elementi citati rende queste inquadrabili in altre classi (salse, arsenicali-ferruginose, etc. L'acqua di ogni sorgente dovrebbe essere trattata separatamente in quanto possiede caratteristiche proprie con prevalenza di alcuni effetti terapeutici su altri, con particolari reazioni avverse, etc. Numerose acque solfate esercitano un'azione trofica, antitossica e metabolica, sul parenchima epatico. E' da tempo dimostrato l'effetto delle acque bicarbonato-solfato-alcalino terrose nel determinare variazioni quantitative e qualitative del succo gastrico e duodenale, nel favorire lo svuotamento gastrico e nel normalizzare i valori di acidità. A livello intestinale le acque solfate possono intervenire sui processi di assorbimento. Si ricordano inoltre le proprietà promuoventi la secrezione e l'attività di alcuni enzimi pancreatici. Le acque solfate sono comunemente impiegate nelle patologie croniche delle alte e basse vie respiratorie che trovano indicazione nella terapia termale. Sono accertate le azioni trofiche specifiche ed aspecifiche sulle mucose e le azioni mucolitica ed antiinfiammatoria.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti