Linfoadenopatie Laterocervicali

Conoscerne la natura permette di non sbagliare terapia.

Si definisce linfoadenopatia laterocervicale la tumefazione di una o più ghiandole linfatiche del collo: questa evenienza, molto frequente soprattutto in età pediatrica, può essere determinata da numerosi fattori. Nella maggior parte dei casi la tumefazione ghiandolare è conseguenza di un processo infiammatoro anche di entità molto lieve sviluppatosi all'interno del distretto testa-collo (ad esempio una infiammazione dentaria o una tonsillite). In altri casi, il fenomeno si verifica dopo aver contratto malattie infettive di diverso tipo. Raramente, le ghiandole possono gonfiarsi a causa dello sviluppo di un tumore del distretto testa-collo. Da questa rapida carrellata è possibile comprendere che l'insorgenza di una tumefazione latero-cervicale, anche se nella maggior parte dei casi rappresenta un evento benevolo e non pericoloso, deve sempre essere valutata con attenzione da uno specialista, soprattutto se non recede entro due settimane dall'insorgenza.

    Tra le MALATTIE INFETTIVE in grado di provocare una linfoadenopatia laterocervicale troviamo:
    Infezioni batteriche: Streptococco Beta Emolitico, Micobatteri (Tubercolosi in primis), Brucellosi, Sifilide, Malattia del Graffio del gatto
    Infezioni Virali: Epstein Bar Virus, Citomegalovirus (entrambi responsabili dell'insorgenza di una mononucleosi), HIV, Rosolia
    Infezioni Fungine: Istoplasmocitosi
    Altre patologie in grado di determinare una linfoadenopatia sono:
    Malattie Autoimmuni: ARG, Lupus, Anemia Emolitica Autoimmune
    Malattie da accumulo: Morbo di Neiman-Pick, Morbo di Guacher
    Reazioni a Farmaci: Idantoina
    Neoplasie: Leucemie, linfomi, tumori metastatici, istiocitosi
    Altre: Sarcoidosi, morbo di Kawasaki, malattia granulomatoso cronica

In caso di linfoadenopatie che durino per più di due settimane, l'esecuzione di una visita otorinolaringoiatrica, di esami ematici specifici e di una ecografia del collo permette, nella maggior parte dei casi, di arrivare ad una diagnosi di natura della linfoadenopatia. Nei casi dubbi, soprattutto in caso di linfoadenopatie di consistenza dura e in soggetti fumatori, lo specialista potrà consigliare l'esecuzione di una fibrolaringoscopia per escludere la presenza di patologie maligne a carico del distretto testa collo. L'esecuzione di una ago-biopsia della ghiandola laterocervicale permette, nei casi in cui si resti nel dubbio, di avere la diagnosi di certezza sulla benignità o malignità della lesione. In caso di malignità, l'esecuzione di una Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) permetterà, in molti casi, di rilevare la sede primaria della patologia all'interno del distretto testa-collo.

Come già accennato, le linfoadenopatie più temibili sono quelle correlate alla presenza di patologie neoplastiche a carico del distretto testa-collo e rappresentano, per fortuna, soltanto la minoranza dei casi. Occorre sottolineare che l'aspetto clinico di queste adenoapatie metastatiche è, solitamente, del tutto caratteristico, facendo assumere alle ghiandole una forma rotondeggiante (contrariamente alla normale morfologia ovalare) ed una consistenza molto più dura rispetto alle forme infiammatorie. Come detto, nel caso si sospetti una linfoadenopatia maligna, occorre sempre eseguire una biopsia mediante ago per avere la diagnosi di certezza. Occorre, inoltre, esplorare in modo accurato tutto il distretto ORL tramite fibrolaringoscopia.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti