Una patologia rischiosa.

    L'epiglottite è una infiammazione acuta che interessa la porzione alta della laringe ed in particolare l'epiglottide, le vallecule, le aritenoidi e le pliche ari-epiglottiche. Si tratta di una patologia che, soprattutto nel bambino e se non riconosciuta e trattata prontamente, può portare anche al decesso del paziente. A tal proposito, sembra quasi certo che George Whashington morì proprio di epiglottite nel 1799.
    L'infezione è prevalentemente batterica, provocata da Haemofilus Influentiae (25%), da Streptococcus Pneumoniae, e Streptococchi del Gruppo A ma gli agenti responsabili possono essere molteplici, compreso alcuni virus e funghi.
    In rari casi l'epiglottite può essere non infettiva e quindi non provocata da alcun micro-organismo: può essere conseguente all'utilizzo di marijuana e crack o dovuta ad ustione per ingestione di latte troppo caldo mediante biberon nel neonato; in altri casi può essere provocata dall'ingestione di caustici, corpi estranei o chemioterapia.
    La vaccinazione contro l'Haemofilus Influentiae di tipo B, l'agente maggiormente responsabile della patologia, ha ridotto l'incidenza della malattia del 90%.

    I sintomi dell'epiglottite si sviluppano solitamente in modo violento nel corso di poche ore e si caratterizzano per la comparsa di febbre, difficoltà respiratoria, grave difficoltà a deglutire.
    Nel caso si tratti di un bambino, il paziente è solitamente molto agitato e non vuole essere messo in posizione supina.
    Nelle fasi iniziali il paziente presenta una voce molto bassa e difficilmente comprensibile; nelle fasi avanzate il paziente è incapace di parlare e si osserva stridore inspiratorio.

La diagnosi di questo tipo di patologia si basa sulla storia clinica e sull'osservazione clinica del paziente da parte del pediatra o dello specialista otorinolaringoiatra. In caso di forte sospetto di epiglottite è sempre opportuno suggerire il rapido ricovero del paziente. Per la diagnosi di certezza, soprattutto nel bambino, può essere opportuno eseguire una radiografia del collo in proiezione latero-laterale la quale, tipicamente, evidenzia la tumefazione della regione sopraglottica.

La terapia di questo tipo di affezione prevede sempre il ricovero ospedaliero e in una buona percentuale di casi viene eseguita direttamente in sala operatoria dove, in caso di necessità, è più semplice controllare l'eventuale insufficienza respiratoria acuta. Nei casi avanzati è necessario intubare il paziente o, qualora non si riesca a procedere all'intubazione, procedere a tracheotomia di urgenza. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici per via endovenosa, se possibile dopo aver eseguito un tampone per l'identificazione dell'agente responsabile.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti