Emicrania Cronica Parossistica

L'emicrania cronica parossistica (ECP), anche nota con il nome di Sindrome di Sjaastad, è stata desritta per la prima volta nel 1974 da Sjaastad e Dale. Il termine ECP fu proposto da Sjaastad dopo aver osservato due pazienti che presentavano attacchi di cefalea giornalieri (cronici), solitari, autolimitanti (parossistica) e unilaterali che non cambiavano mai lato (emicrania). Questo tipo di cefalea è molto più raro rispetto alla cefalea a grappolo.

    I criteri diagnostici per la diagnosi dell'emicrania cronica parossistica sono i seguenti:
    Almeno 50 attacchi che soddisfano i criteri menzionati nei punti sottostanti
    Attacchi di forte dolore unilaterale, in regione sopraorbitaria o temporale, sempre dalla stesso lato della testa di durata 2-45 minuti
    Frequenza degli attacchi superiore a 5 al giorno per almeno la metà del periodo in cui gli attacchi sono meno frequenti
    Dolore associato ad almeno uno dei seguenti segni o sintomi: iperemia congiuntivale, lacrimazione, congestione nasale, rinorrea, ptosi palpebrale, edema palpebrale
    Efficacia assoluta del trattamento con indometacina (150mg al giorno o meno)
    Almeno uno dei seguenti:: (1) l'anamnesi, l'esame fisico e neurologico non suggeriscono la presenza di cefalea organica, cefalea associata a farmaci, disordini metebolici o altre affezioni; (2) L'anamnesi e l'esame fisico e neurologico suggeriscono una di queste patologie ma esse sono escluse dopo ulteriori accertamenti; (3) è presente uno di questi disordini ma l'emicrania non si associa almeno all'inizio con questi disordini.

L'emicrania parossistica si può presentare in forma cronica e non cronica ma la forma cronica è molto più frequente. Le forme non croniche hanno caratteristiche analoghe ma sono meno frequenti e di solito meno intense. Prima di sviluppare una forma cronica la maggior parte dei pazienti (42%) passa attravero la forma non cronica.

Il trattamento di scelta della cefalea cronica parossistica è l'indometacina che risolve in modo chiaro i sintomi. Occorre fare attenzione agli eventuali effetti collaterali del farmaco a livello gastrointestinale. Alcuni studi hanno dimostrato che l'acido salicilico e il verapamil sono i migliori farmaci di seconda scelta per il trattamento.