Un esame non invasivo e molto significativo.

L’Ecocardiografia color-doppler è rapidamente diventata, nel corso degli anni, una delle metodiche diagnostiche più utilizzate per la diagnosi delle principali patologie cardiache così come l'ecodoppler vascolare per le principali patologie arteriose e venose. L’esame, del tutto indolore e non invasivo(vedi animazione sottostante), si basa sull'utilizzo di ultrasuoni e permette di valutare l’anatomia e la sua funzionalità del cuore; l'utilizzo del colore permette all'operatore di comprendere le caratteristiche e la velocità del flusso sanguigno. L'esame fornisce informazioni sulla sua contrattilità, sulla morfologia delle valvole cardiache e sul flusso del sangue all’interno delle cavità. Per eseguire l'esame non è necessaria alcuna preparazione.

    La durata dell’accertamento è variabile (in media circa 10-20 minuti).
    Fermo restando che il primo approccio diagnostico al paziente con sospetta cardiopatia è e dovrebbe sempre essere una visita cardiologica con ECG, l'ecocolordoppler cardiaco risulta importante e decisivo nella diagnosi di numerosi disturbi cardiaci.

Le indicazioni all'esecuzione dell'esame sono numerose.

    L’ecocardiografia è considerata appropriata in qualunque paziente con sintomi cardiorespiratori e soffio cardiaco e in ogni paziente asintomatico con un soffio in cui c’è una ragionevole probabilità di cardiopatia organica.

    Per i pazienti con stenosi valvolare nota o sospetta l’ecocardiografia è indicata per valutare la gravità della stenosi valvolare e della disfunzione ventricolare.
    La rivalutazione con ecocardiografia è considerata appropriata se c’è un cambiamento dei sintomi o segni e anche nei pazienti con grave stenosi valvolare, anche se asintomatici.
    Una gravidanza in una paziente con stenosi valvolare è considerata un cambiamento della condizione clinica sufficiente per giustificare una valutazione ecocardiografica.
    L’ecocardiografia doppler è l’esame di scelta per valutare la presenza e la gravità di una insufficienza valvolare e accertare la necessità di un intervento cardiochirurgico.
    L’ecocardiografia è raccomandata in tutti i pazienti con endocardite infettiva nota o sospetta. Allo stesso modo, è indicata prima e dopo interventi chirurgici per valvulopatia cardiaca.
    La cardiopatia ischemica e altre condizioni cardiache (per esempio pericardite, dissezione acuta dell’aorta, dolore toracico nell’embolia polmonare) sono le maggiori ipotesi diagnostiche nella valutazione del dolore toracico acuto; di conseguenza, l’ecocardiografia è indicata quando i dati clinici disponibili di routine, incluso l’elettrocardiogramma, non sono diagnostici e nei pazienti con una sospetta dissezione aortica o con grave instabilità emodinamica.

    Nell’identificazione di una malattia del pericardio l’ecocardiografia rimane la metodica di scelta: pazienti con sospetto versamento pericardico, pericardite costrittiva, sospetto sanguinamento nello spazio pericardico per traumi o perforazioni, studio di follow-up per valutare la recidiva di un versamento, sfregamento pericardico che si sviluppa nell’infarto del miocardio accompagnato da sintomi quali dolore persistente, ipotensione e nausea. Nei pazienti affetti da dispnea (percezione di difficoltà respiratoria) l’ecocardiografia color-doppler permette una rapida differenziazione fra la dispnea di origine cardiaca o polmonare. Oltre alla possibilità di una diagnosi qualitativa, l’ecocardiografia permette di indirizzare la scelta terapeutica, quantificando il grado di patologia cardiaca.
 

Come si svolge un'ecocardiografia (inglese).

    Nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa, è raccomandato l’uso dell’ecocardiografia quando è probabile che la valutazione della funzione ventricolare sinistra influenzi il trattamento. Un esempio di questo tipo sarebbe un paziente con ipertensione lieve in cui la presenza di ipertrofia ventricolare sinistra potrebbe indurre a instaurare una terapia farmacologica.

    Negli episodi sincopali, l’ecocardiografia è sicuramente indicata in pazienti con malattia cardiaca clinicamente sospetta o con sincope da sforzo e nei pazienti con rischio elevato occupazionale (p.e. piloti).
    Meno evidente è la sua indicazione negli episodi sincopali di origine sconosciuta senza reperti di malattia cardiaca nell’anamnesi o esame obiettivo, mentre non è indicata nella sincope ricorrente in un paziente in cui un precedente esame ecocardiografico o altre indagini hanno dimostrato una causa della sincope.

    Poiché le aritmie possono essere la manifestazione di una sottostante patologia cardiaca organica, l’ecocardiografia è indicata in vari sottogruppi di pazienti (p.e. pazienti con sospetto clinico di patologie cardiache organiche o anamnesi familiare di malattia cardiaca geneticamente trasmessa associata con aritmie, aritmie che richiedono trattamento farmacologico, valutazione di pazienti come componente del work-up prima di procedure elettrofisiologiche ablative o che sono già stati sottoposti ad ablazione con radiofrequenza).

    Nello screening di cardiopatia, l’esame ecocardiografico è raccomandato nei pazienti con familiarità positiva per malattia cardiovascolare geneticamente trasmessa, nei donatori potenziali per trapianto cardiaco, nei pazienti con caratteristiche fenotipiche della sindrome di Marfan o correlata malattia del tessuto connettivo.
    Nelle sindromi da Apnea notturna di media o grave entità è sempre bene sottoporsi ad una visita cardiologica corredata da ecocardiografia doppler per valutare la funzionalità del cuore "affaticato" dalle cattive condizioni respiratorie notturne.