Una patologia frequente.

Definizione di Aterosclerosi delle carotidi

D L'aterosclerosi è una malattia degenerativa delle arterie caratterizzata dall'accumulo di placche all'interno dei vasi. Le placche sono formate da cellule necrotiche, grassi e cristalli di colesterolo. Queste placche, accrescendosi, possono provocare ostruzione delle arterie (stenosi) oppure possono rompersi e determinare il rilascio nel sangue di veri e propri "proiettili ateromatosi" in grado di determiare ictus e trombosi in diversi distretti corporei (questo fenomeno viene detto embolizzazione). Alcuni vasi sono colpiti da aterosclerosi più frequentemente di altri: tra i più colpiti sicuramente troviamo le carotidi (le principali arterie del collo) e le arterie coronarie (le arterie che nutrono la parete muscolare del cuore).

Sintomi di Aterosclerosi delle carotidi

SQuando l'ostruzione delle carotidi è soltanto parziale il soggetto interessato, solitamente, non presenta sintomi di rilievo. Quando l'ostruzione diviene significativa, il soggetto può presentare alcuni segni e sintomi caratteristici tra cui amaurosis fugax (perdita transitoria della funzione visiva), attacchi ischemici transitori (TIA), infarti cerebrali.

Diagnosi di Aterosclerosi delle carotidi

DLa diagnosi si basa prevalentemente sull'esecuzione di un ecocolordoppler dei vasi del collo. Questo esame, se condotto da medici esperti, è in grado di determinare con esattezza l'estensione della malattia. Nel caso di un interessamento delle carotidi è sempre bene eseguire una valutazione dello stato delle arterie coronarie con un ecocolordoppler cardiaco oltre a tutti gli esami del sangue volti a valutare la presenza di una coagulopatia o di valori fuori norma.

Terapia dell' Aterosclerosi delle carotidi

TIl tipo di trattamento per l'aterosclerosi delle arterie carotidi dipende dalla severità dell'estensione della malattia. Nelle forme non troppo sviluppate si adotta una terapia medica conservativa basata sull'utilizzo di antiaggreganti (Asprina, Ticlopidina, Clopidogrel), anticoagulanti (Warfarina). Nelle forme più estese si preferisce la terapia chirurgica di tipo endoscopico (posizionamento di stent) oppure classico (endoarterectomia). Le principali controindicazioni all'esecuzione di una endoarterectomia sono la presenza di deficit neurologici severi dopo infarto cerebrale, presenza di carotide controlaterale completamente occlusa o di patologie mediche concomitanti che possano ridurre l'aspettativa di vita del paziente.