Una stretta dolorosa al cuore.

L'angina pectoris è un dolore al torace, denominato anche "dolore retrosternale", provocato dall'insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco a causa di una transitoria diminuzione del flusso sanguigno attraverso le arterie coronarie. Come per tutti gli altri organi del corpo umano, infatti, anche i tessuti del cuore devono essere nutriti da un adeguato flusso sanguigno grazie alle arterie coronarie, dei piccolissimi vasi situati all'interno del muscolo cardiaco che hanno proprio la funzione di irrigare tutte le zone dell'organo. Se il flusso coronarico diminuisce, cosa possibile - come vedremo - per diversi motivi, parte del cuore va in sofferenza determinando la sintomatologia tipica dell'angina pectoris.

    Solitamente i pazienti affetti da angina pectoris riferiscono di provare un forte senso di pressione e pesantezza a livello del torace, spesso accompagnata da bruciore.
    Visto il tipo di sintomatologia non è insolito che i pazienti pensino di avere un forte attacco di reflusso gastro-intestinale.
    Il dolore anginoso può allargarsi alle spalle e al collo e di solito peggiora in corrispondenza di esposizione al freddo, stress e dopo i pasti, soprattuto se sostanziosi. Di solito gli episodi hanno una durata di 1-5 minuti; episodi di durata di pochi secondi non sono di solito attribuibili ad angina così come dolori localizzati dalla mandibola in su o dalla regione epigastrica in giù.

Le cause principali di questo dolore anginoso sono:

    Aterosclerosi diffusa delle coronarie in grado di determinare una riduzione di flusso del 50%
    Spasmo delle coronarie (Angina di Prinzmetal)
    Sindrome X
    Malattie sistemiche infiammatorie o patologie del collagene (Sclerodermia, Lupus Eritematoso Sistemico, Malattia di Kawasaki ecc)
    Miocardiopatia ipertrofica
    Stenosi aortica
    Patologie cardiache congenite

    La terapia di questa patologia varia in modo decisivo a seconda della gravità della sintomatologia e delle cause che l'hanno determinata e può essere di tipo medico oppure chirurgico: il trattamento chirurgico, ad esempio, può essere indicato in caso di un "blocco meccanico" delle coronarie dovuto ad accumulo di placche di aterosclerosi. Il ripristino della pervietà coronarica può essere eseguito per via endoscopica medante il posizionamento di protesi endovascolari (i cosidetti "stent") o, nei casi in cui l'ostruzione sia troppo serrata, mediante l'interposizione di un vaso prelevato da un altro distretto corporeo e "trapiantato" in sede aprendo la cassa toracica (il cosiddetto "bypass aorto-coronarico").